Keystone
IRAN
09.07.2020 - 13:590

L'uccisione di Soleimani fu «fuorilegge»

Lo sostiene un rapporto presentato alla Commissione dei diritti umani dell'Onu, gli States: «Azione per autodifesa»

GINEVRA - Non ci sono prove per affermare che il generale iraniano Qasem Soleimani stesse preparando un'azione miliare contro gli Stati Uniti e quindi l'attacco missilistico che uccise lui e altre 9 persone è da considerarsi «fuorilegge». È questa la tesi dell'esperta Agnes Callamard, presentata questo giovedì davanti alla Commissione dei diritti umani dell'Onu a Ginevra.

«Il generale maggiore Soleimani si occupava sì di pianificazione strategica per la Siria e l'Iran. Considerando però che non c'era nessuna minaccia imminente, l'azione degli Stati Uniti è da considerarsi fuorilegge», ha spiegato Callamard.

Il bombardamento via drone è quindi da considerarsi «un omicidio arbitarario», del quale gli Usa sono responsabili davanti alla convenzione internazionale sui diritti umani. Anche la risposta iraniana, che aveva causato diversi feriti in una base americana in Iraq, è da considerarsi «illegale».

Non si è fatta attendere la risposta della Casa Bianca: «Ci vuole una notevole disonestà intellettuale per condannare gli Stati Uniti per essersi autodifesi e, allo stesso tempo, cancellare l'oscuro passato del Generale Soleimani, uno dei più pericolosi terroristi al mondo» ha commentato la portavoce del Dipartimento di Stato americano Morgan Ortagus.

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