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La cenere scaturità dal vulcano ha ricoperto tutto nelle immediate vicinanze.
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FILIPPINE
15.01.2020 - 17:120
Aggiornamento : 16.01.2020 - 16:43

Eruzione del Taal, lo scenario peggiore? «Pensate al Pinatubo»

L'attività del vulcano ha trasformato la zona circostante in una landa coperta di cenere. Il livello di allerta per nuove eruzioni è alto

MANILA - Quasi 30mila persone sono dovute scappare in fretta e furia, senza voltarsi indietro. Ma secondo le Nazioni Unite ce ne sono almeno un altro mezzo milione che rimane a rischio a causa dell’intensa attività del vulcano Taal, che domenica scorsa ha ruggito, proiettando nell’aria un’immensa colonna di cenere che in pochi istanti ha trasformato quel verde paradiso - tanto amato dai turisti - in una landa grigia e desolata.

La spessa coltre di cenere copre tutto. Le strade, la sommità delle palme e i tetti delle case, alcune parzialmente distrutte dalla violenza delle scosse generate dal vulcano. Le profonde crepe tracciate nel suolo sono lì a testimoniarlo. Non si contano poi le vittime nel mondo animale, dal bestiame ai pesci, che galleggiano in superficie "cristallizzati" nella fuliggine. E secondo l’Istituto di vulcanologia e sismologia delle Filippine il rischio di una nuova eruzione a breve termine è piuttosto concreto.

Lo scenario peggiore - L’ultima vera e propria eruzione del Taal risale al 1977. Particolarmente violenta fu però quella del 1911, quindi oltre un secolo fa, che reclamò almeno 1’335 vite umane sull’isola, uccidendo oltre 700 capi di bestiame e radendo al suolo più di 540 capanne.

Nel tracciare quello che potrebbe essere l’eventuale “scenario peggiore”, il Segretario della Difesa del governo filippino, Delfin Lorenzana, ha ricordato l’enorme eruzione del Monte Pinatubo avvenuta nel 1991. Una tragedia in cui persero la vita oltre 800 persone, con altre 200mila rimaste senza una casa in cui fare ritorno. «Pensate al Pinatubo, l’intera montagna crollò durante l’eruzione. È questo che temiamo. Che l’eruzione sollevi l’intera isola, proiettando poi i detriti verso le aree circostanti», ha spiegato Lorenzana.

keystone-sda.ch / STF (Aaron Favila)
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