Keystone
ITALIA
14.08.2019 - 08:000
Aggiornamento : 11:15

Ponte Morandi un anno dopo, Genova vive tra memoria e rinascita

Un anno fa crollava il viadotto sull'A10. 43 persone morirono sotto tonnellate di cemento armato

GENOVA - 14 agosto 2018. Diluvia su Genova. È allerta arancione. Alle 11.36'34" un fulmine schiocca per un attimo in cielo. In quell'istante crolla il viadotto sull'A10 che qui tutti chiamano "Ponte di Brooklyn". Era il "Ponte Morandi". 43 vite in viaggio spezzate in pochi secondi, accartocciate sotto tonnellate di cemento armato.

La più piccola è stata quella di Samuele, 8 anni, una vita appena cominciata. 16 i feriti. Quando si abbassa la polvere ci si rende conto che il dolore non passerà mai più ma Genova, con il suo ostinato orgoglio, asciuga le lacrime e si rimbocca le maniche. Per questo quel giorno è storia di morte e, insieme, storia di resurrezione di un'intera città.

Quella mattina Giovani Arleo era in turno al 112 e ha preso la prima telefonata di allerta: «Io quella telefonata me la ricordo benissimo. E per molto tempo non sono riuscito a riascoltarla quando la mandavano in onda per tv o per radio. Mi faceva male». Il governatore Giovanni Toti arriva su un'auto della protezione civile: «Mi sono passate davanti agli occhi le immagini della distruzione di Pristina, di Mitrovica, l'orrore della guerra in Iraq che ho vissuto come giornalista. Ricordo l'odore delle macerie, del fumo. Ci siamo guardati col sindaco e abbiamo capito che oltre al dolore dovevamo reagire. Subito».

Sul Polcevera si contano i morti. Ma è tempo del miracolo di Gian Luca Ardini, vivo nel furgone appeso alle macerie. 281 nuclei familiari vengono sfollati. Entro un'ora vengono attivate 13 sale operatorie all'ospedale San Martino, una camera mortuaria. «È stato devastante - ha detto Nadia Nurra, coordinatrice del personale infermieristico -. Ricordo ogni istante, come quella madre che non ha voluto vedere il volto del figlio e l'ha riconosciuto dagli occhiali». Si scava. Si aiuta chi ha perso la casa mandandolo negli alberghi.

Intanto scendono in campo gli strumenti della politica. Il Governo nomina Toti commissario per l'emergenza, a ottobre il sindaco Marco Bucci è commissario per la ricostruzione. Tra i punti principali la garanzia fino a 360 milioni, la cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione di attività fino a un massimo di 12 mesi.

Prima di Natale, firmati tutti i provvedimenti attuativi per le agevolazioni e le misure di supporto per le imprese e i lavoratori colpiti. Risarcimento per le aziende che hanno registrato un calo del fatturato nelle zone attorno al Morandi, una tantum per commercianti e lavoratori autonomi. Indennizzi per gli autotrasportatori. La vita del porto e dei quartieri si è fermata ma è necessario farla ripartire. Gli sfollati hanno una casa nuova in due mesi, i primi in una settimana. Si crea una viabilità alternativa aprendo una strada nuova ("la Superba") in meno di un mese.

Genova ha il cuore duro ma sa essere generosa. E il primo atto fatto col cuore arriva da Renzo Piano, la star dell'architettura che ha radici a Genova e la sua arte sparsa per il mondo. Arriva in Regione col progetto: un ponte nuovo, per «l'orgoglio e la bellezza della città».

È il 28 agosto: i monconi del Morandi sono in piedi ma Genova, che piange i suoi morti in un funerale collettivo, guarda l'orizzonte. Scelti i demolitori (Omini, Fagioli e Ipe) e i ricostruttori (Fincantieri e Salini Impregilo) s'inizia a lavorare. C'è crisotilo nelle pile di cemento e i demolitori scelgono di smontarle a pezzi. Un lavoro di alta ingegneria che ruba tempo.

Dall'altra parte del Polcevera si opta per l'esplosione. E esplosione è stata, sotto gli occhi del mondo: 3'600 sfollati, sei secondi per sbriciolare il moncone. Si abbattono le case espropriate. E mentre si distrugge da una parte si costruisce dall'altra: a poche ore dall'anniversario, si vede nascere dal terreno la pila n.9, simbolo della rinascita: PerGenova, società congiunta di Fincantieri e Salini Impregilo, annuncia che presto si «alzeranno» altri due piloni. Bisogna far presto: «Il ponte deve esser pronto per il 2020», ha detto Bucci.

E i magistrati cercano cause e responsabilità: 71 indagati, tra cui i vertici di Autostrade per l'Italia (Aspi), accusati a diverso titolo di crollo colposo, attentato sicurezza trasporti, falso, omicidio colposo e omicidio stradale colposo plurimo, lesioni colpose e lesioni stradali colpose. Indagate Aspi e Spea (azienda del gruppo Atlantia che opera nel settore dell'ingegneria delle infrastrutture). Il governo vuol togliere ad Aspi la concessione. S'infiamma la polemica politica. La società provvede a risarcimenti e contributi.

Questa storia non è ancora finita. Genova non dimenticherà mai quel giorno, perché i ricordi sono il cemento di una comunità: erano le 11.36'34" del 14 agosto 2018.

UN ANNO SENZA PONTE: LA CRONOLOGIA - Dal giorno del crollo ad oggi i momenti che hanno segnato il primo anno senza il ponte Morandi.

14 AGOSTO 2018: IL CROLLO - Alle 11.36 una sezione di circa 200 metri, comprendente la pila 9, del viadotto Polcevera, crolla. Sono 43 i morti, 16 i feriti, 566 gli sfollati dalle case sotto il ponte.

18 AGOSTO: I FUNERALI DI STATO -  8000 cittadini che partecipano ai funerali di Stato. Ci sono il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premier Giuseppe Conte, ministri, vertici di Autostrade per l'Italia (Aspi). Applausi a vigili del fuoco.

20 AGOSTO: TOTI COMMISSARIO EMERGENZA - Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti viene nominato commissario delegato per fare fronte all'emergenza. La stessa ordinanza stanzia 33 milioni per le prime emergenze.

20 AGOSTO: CASE AGLI SFOLLATI - A nemmeno una settimana dal crollo i primi 11 nuclei familiari sfollati da via Porro e via Campasso entrano nelle nuove case. L'emergenza abitava si chiuderà a novembre.

6 SETTEMBRE: I PRIMI INDAGATI - Sono 20 persone e Aspi. Le accuse: omicidio colposo plurimo, disastro colposo, attentato colposo alla sicurezza dei trasporti. Ci sono, tra gli altri, il presidente e l'amministratore delegato di Aspi, Fabio Cerchiai e Giovanni Castellucci, e i funzionari del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Mit) Vincenzo Cinelli, Mauro Coletta, Giovanni Proietti e Bruno Santoro. Oggi gli indagati sono 74 e 2 società, Aspi e Spea (azienda del gruppo Atlantia che opera nel settore dell'ingegneria delle infrastrutture).

7 SETTEMBRE: RENZO PIANO PRESENTA UFFICIALMENTE LA SUA IDEA DI PONTE - «Questo ponte dovrà durare mille anni», dice portando in Regione il progetto anticipato qualche giorno prima e che regala. Presente anche l'amministratore delegato di Aspi che involontariamente fa cadere il plastico.

19 SETTEMBRE: UNA NUOVA STRADA IN UN MESE - In una Genova con il traffico in tilt senza il ponte, viene aperta a tempi record Via della Superba, strada in ambito portuale che sgrava la viabilità dai tir diretti ai terminal.

4 OTTOBRE: IL SINDACO BUCCI VIENE NOMINATO SUPERCOMMISSARIO - Marco Bucci viene designato commissario straordinario alla ricostruzione.

15 NOVEMBRE: IL SENATO APPROVA IL DECRETO GENOVA - Dopo due mesi di discussioni e l'approvazione alla Camera, anche palazzo Madama approva il decreto Genova. Contiene i poteri del commissario alla ricostruzione, le indicazioni per gli indennizzi agli sfollati e gli aiuti a cittadini e imprese, con norme ad hoc per porto e autotrasporto, l'istituzione di una zona franca urbana. Il decreto stabilisce che sarà Aspi a pagare ma vengono stanziati 30 milioni all'anno in caso la società non rispettasse l'obbligo.

18 DICEMBRE: VIENE SCELTO IL PROGETTO PER IL NUOVO PONTE - La struttura commissariale sceglie il progetto di Piano: un ponte presentato dalla cordata Salini Impregilo con Fincantieri. Il progetto vince la sfida con quelli firmati dall'architetto spagnolo Santiago Calatrava e proposti dallo studio Cimolai. Alla chiamata lanciata dalla struttura commissariale erano arrivati 15 progetti da tutto il mondo.

18 GENNAIO 2019: CONTRATTO UNICO PER DEMOLIRE E COSTRUIRE - Arriva il contratto unico - ma con responsabilità separate in caso di penali - tra struttura commissariale, Ati dei demolitori (Fagioli, Omini, Ireos, Ipe Progetti) e consorzio di costruzione PerGenova (Salini Impregilo e Fincantieri con Italferr). Bucci: si percorrerà il ponte il 15 aprile 2020.

9 FEBBRAIO: INIZIA LA DEMOLIZIONE - Con taglio e smontaggio dell'impalcato tra le pile 7 e 8 inizia la demolizione.

29 MARZO: PAGATI PRIMI RISARCIMENTI A IMPRESE DANNEGGIATE - Il commissario per l'emergenza Toti firma il primo provvedimento di liquidazione a favore della Camera di Commercio per i risarcimenti alle prime 13 aziende.

4 GIUGNO: INIZIA LA DEMOLIZIONE DELLE CASE SOTTO IL PONTE - Dopo 4 ritorni degli sfollati alle case per recuperare il possibile, una pinza meccanica inizia a smantellare i palazzi sotto il moncone est del Morandi. Il lavoro termina il 1. agosto.

25 GIUGNO: INIZIA LA RICOSTRUZIONE DEL "PONTE PER GENOVA" - Prima gettata di cemento per la futura pila 9: parte la ricostruzione del "Ponte per Genova". Presente Toninelli.

28 GIUGNO: I RESTI DEL MORANDI VENGONO FATTI IMPLODERE - Con 680 chili di esplosivo il troncone est di ponte Morandi viene abbattuto. L'intervento prevede l'utilizzo di grandi quantità d'acqua per limitare la dispersione delle polveri, tra cui una minima quantità di fibre di amianto. I residenti sfollati sono 3170. Un'operazione del genere in un centro urbano non era mai stata compiuta.

13 LUGLIO: TERMINATA LA DEMOLIZIONE - Sono state demolite 70 mila tonnellate di cemento, in poco più di otto mesi. Con la frammentazione delle pile 1 e 2 è terminata la demolizione.

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