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COMO: Il destino di Carmelo Noto nelle mani del Ministro di Giustizia.

Sarà Diliberto a decidere se concedere o meno l'estradizione del giovane comasco che domenica ha ucciso la prostituta del "Gabbiano"
COMO: Il destino di Carmelo Noto nelle mani del Ministro di Giustizia.
Sarà Diliberto a decidere se concedere o meno l'estradizione del giovane comasco che domenica ha ucciso la prostituta del "Gabbiano"
COMO. Sarà il Ministro di Grazia e Giustizia italiano, Diliberto, a decidere le sorti giudiziarie di Carmelo Noto, il 29enne di Caravaggio, un centro della provincia di Bergamo, (ma da un mese domiciliato a Binago da alcuni amici), che domenica sera...
COMO. Sarà il Ministro di Grazia e Giustizia italiano, Diliberto, a decidere le sorti giudiziarie di Carmelo Noto, il 29enne di Caravaggio, un centro della provincia di Bergamo, (ma da un mese domiciliato a Binago da alcuni amici), che domenica sera ha sgozzato la prostituta Marcia Cristina Caron, 35 anni, brasiliana, in una camera dell’albergo “Il Gabbiano” di Lugano. Il giovane, infatti, ha chiesto di essere processato in Italia anche se le Autorità Elvetiche hanno già sollecitato l’estradizione. La Legislazione italiana prevede che in casi come questo, una decisione in merito deve essere assunta prima dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano che prende in esame l’aspetto burocratico di una eventuale estradizione e le motivazioni addotte dal detenuto. Successivamente la decisione della Corte deve essere inviata al Ministro di Grazia e Giustizia che darà il parere definitivo. Il calcolo delle probabilità che Diliberto conceda l’estradizione è alla pari della non concessione, così come alla pari è la possibilità che il processo si svolga in Italia (ed eventualmente a Como) oppure alle Assisi Criminali di Lugano. Per Carmelo Noto sarebbe meglio essere processato in Ticino. Infatti il reato contestato ora dal Procuratore Pubblico luganese Bruno Balestra (condiviso dal collega comasco Massimo Astori) è quello di omicidio volontario e la pena prevista in Italia può arrivare all’ergastolo e, comunque anche contando su eventuali riti abbreviati con relativi sconti di pena, la condanna sarebbe decisamente superiore rispetto a quella inflitta in Ticino. Per questo reato, infatti, la Legge rossocrociata prevede una condanna massima di 15 anni. Con una piccola differenza: vanno espiati tutti (dal primo all’ultimo giorno) in galera. La decisione del Ministro Diliberto è attesa nei prossimo giorni.
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