Torna I libri sulla scena (e parte dal Ticino)

Il festival del teatro italiano in Svizzera prenderà il via il 2 marzo da Lugano
Il festival del teatro italiano in Svizzera prenderà il via il 2 marzo da Lugano
LUGANO - Dal 2 al 19 marzo 2026 la lingua e la cultura italiana tornano a farsi teatro con I libri sulla scena, il festival itinerante che attraversa la Svizzera come un filo narrativo capace di unire territori, generazioni e linguaggi. Alla quarta edizione, la rassegna si conferma un osservatorio vivo sull’italofonia contemporanea: otto titoli, tredici appuntamenti tra spettacoli, lezioni-scena ed eventi speciali, tutti accomunati da un’idea di teatro che interroga il presente e non teme la complessità.
Il sipario si alza il 2 marzo a Lugano, all’Università della Svizzera italiana, con un’anteprima dedicata a Giovanni Testori, figura chiave del Novecento italiano. È il primo tassello di un percorso che negli anni ha ampliato il proprio raggio d’azione, coinvolgendo sempre più cantoni e costruendo una solida rete con scuole, università e istituzioni culturali. Al centro resta il dialogo tra scena e didattica: i testi nascono in classe, vengono discussi, poi rivivono sul palcoscenico davanti a studenti e pubblico.
Sotto la direzione artistica di Paolo Bignamini, il cartellone attraversa epoche e forme: dai classici riletti con sguardo contemporaneo alla narrativa di oggi, dalle biografie civili alle storie di formazione, fino a lavori che affrontano temi urgenti come identità, memoria, violenza, libertà e responsabilità individuale. Ne emerge un festival pensato per le nuove generazioni ma capace di parlare anche agli adulti, con rigore artistico e forte tensione narrativa.
Il programma alterna debutti assoluti, produzioni in esclusiva per la Svizzera ed eventi che contaminano i linguaggi, dal teatro musicale al cinema. A fare da filo rosso è l’idea di rischio culturale: uno spazio di confronto, mai rassicurante, dove le parole diventano strumenti per leggere il reale. Una scommessa nata quattro anni fa e oggi diventata una realtà diffusa, che continua a crescere grazie al coraggio di chi crede nel teatro come luogo di incontro, ascolto e domande aperte.




