OSI
Riparte giovedì 14 gennaio la stagione OSI in Auditorio.
LUGANO
12.01.2021 - 11:300

Dal 14 gennaio riprende l'appuntamento con i giovedì dell'OSI

Si parte con Oliver Schnyder, pianista e direttore in due capolavori di Mozart

LUGANO - Giovedì 14 gennaio riparte la stagione OSI in Auditorio, con proposte settimanali in videostreaming e diretta radiofonica dall’Auditorio Stelio Molo RSI di Lugano.

La formula, già consolidata, è quella Play&Conduct: quattro grandi solisti del pianoforte, dell’oboe, del flauto e del violoncello dirigono e dialogano con l’Orchestra della Svizzera italiana. Il pubblico può così conoscere un artista sotto molteplici aspetti del suo talento: sia come solista, sia come direttore ospite alla testa dell’OSI. I concerti si terranno a porte chiuse e sono offerti in videostreaming da RSI tutti i giovedì alle ore 20.30 su www.osi.swiss o rsi.ch/live-streaming, oltre che in diretta radiofonica su RSI Rete Due.

Nel caso del pianista svizzero Oliver Schnyder, ospite delle maggiori istituzioni musicali in tutti i continenti spesso insieme a formazioni cameristiche e con il Trio che porta il suo nome, l’artista si presenta a Lugano come direttore d’orchestra e solista al pianoforte in due concerti di W. A. Mozart, autore di cui Schnyder ha in repertorio tredici dei ventisette Concerti per pianoforte, oltre al “doppio” Concerto per due pianoforti KV 365.

Schnyder sostituisce il pianista tedesco Christian Zacharias, che ha dovuto purtroppo rinunciare al concerto luganese per i rischi legati al COVID-19. Questa prima serata concertistica verrà proposta nell’ambito del programma radiofonico nazionale SRG SSR “Pavillon Suisse”. Il programma vede Schnyder eseguire e dirigere prima il Concerto n. 12 per pianoforte e orchestra KV
414, primo di un trittico di composizioni che il ventiseienne Mozart scrisse a Vienna, modello di grazia poetica che preannuncia le pagine incantate delle Nozze di Figaro. Segue - senza intervallo - il Concerto n. 20 in re minore KV 466, giustamente considerato nella storia pianistica come il modello del concerto solistico moderno, in cui il pianoforte assume il ruolo di personaggio drammatico, accompagnato da un’orchestra dai colori decisamente preromantici: non a caso fu prediletto anche da Ludwig van Beethoven, che lo eseguì più volte personalmente.

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