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BELLINZONASi lavora per Music on Ice, tra guerra e pandemia. «Non ci facciamo mancare mai nulla»

01.04.22 - 09:30
Scherza il direttore artistico Laurent Tobel, quando mancano due settimane all'inedita versione primaverile dello show
MUSIC ON ICE
Laurent Tobel impegnato sul ghiaccio del "suo" Music on Ice.
Laurent Tobel impegnato sul ghiaccio del "suo" Music on Ice.
Si lavora per Music on Ice, tra guerra e pandemia. «Non ci facciamo mancare mai nulla»
Scherza il direttore artistico Laurent Tobel, quando mancano due settimane all'inedita versione primaverile dello show

BELLINZONA - Si avvicina l'appuntamento con Music on Ice, il tradizionale spettacolo di pattinaggio artistico che quest'anno, a causa della pandemia, ha trovato un'inedita collocazione primaverile. Per capire come procede l'avvicinamento all'evento, in programma per il 14 e 15 aprile al Centro Sportivo di Bellinzona, abbiamo chiesto il punto della situazione a Laurent Tobel, ideatore e direttore artistico di Music on Ice.

Come stanno andando le cose?
«Bene. Stiamo lavorando sodo e procede tutto nella norma. Quando mancano due settimane alla manifestazione siamo sempre molto attivi, per lunghe ore durante la giornata. Le ore di sonno sono poche, ma è bello rimettersi al lavoro dopo una lunga pausa».

Nessun imprevisto di peso, quindi, tenendo conto della complessa situazione che stiamo vivendo? Sta filando tutto liscio?
«Beh, che vada tutto liscio visto il periodo sarebbe chiedere troppo (ride, ndr). Abbiamo i nostri intoppi, che risolviamo man mano che si va avanti. Il posticipo dell'evento ci ha posto dinanzi a una bella sfida, ma lavoriamo per fare in modo che tutto vada bene».

Ci sono delle difficoltà aggiuntive nell'organizzare uno show come Music on Ice così tardi nella stagione?
«Il periodo non porta grossi cambiamenti nel lavoro che c'è da fare. Se fossimo in una situazione normale e non nel mezzo di una pandemia mondiale e con una guerra a pochi passi da casa, ci sarebbero anzi dei vantaggi».

Di che tipo?
«Essendo a fine stagione, sarebbe più semplice portare a Bellinzona i grandi campioni e avrei più pattinatori a disposizione. Mentre quando lo facciamo a gennaio siamo proprio in mezzo alle gare ed è un po' più complicato. Però, vista la situazione internazionale, è difficile lo stesso. Non ci facciamo mai mancare nulla (ride ancora, ndr)».

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