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Criminalità, «quanto ci costa la frontiera con l'Italia?»

Un'interrogazione del gruppo Lega (primo firmatario: Stefano Quadri) chiede al governo di fornire una panoramica e di chiarire la partecipazione di Berna
Ti-Press
Criminalità, «quanto ci costa la frontiera con l'Italia?»
Un'interrogazione del gruppo Lega (primo firmatario: Stefano Quadri) chiede al governo di fornire una panoramica e di chiarire la partecipazione di Berna

BELLINZONA - Traffico di stupefacenti, tratta e traffico di esseri umani, passaggi illegali. «Negli ultimi anni il Canton Ticino continua a confrontarsi con una pressione crescente legata alla criminalità transfrontaliera». Ed è sulla base di questa premessa che un'interrogazione presentata dal gruppo Lega, quasi al completo, in Gran Consiglio (primo firmatario: Stefano Quadri) chiede al Consiglio di Stato una "radiografia" di quanto «pesa» la frontiera con l'Italia in materia di criminalità.

Le voci di spesa sono molteplici. Polizia, procedure penali, patrocinio d’ufficio, traduzioni, detenzioni preventive, incarcerazioni, trasporti dei detenuti, assistenza sanitaria in carcere, e tante altre ancora. «Un compito che il Ticino si assume a favore di tutta la Confederazione, senza tuttavia essere indennizzato dalle autorità federali», sottolineano Quadri e cofirmatari che chiedono in primis al governo di mettere nero su bianco il numero di procedimenti penali legati a reati transfrontalieri aperti negli ultimi 5 anni, dettagliando i casi per tipo di reato così come i costi sostenuti dal Cantone per le suddette voci di spesa.

«Quanti detenuti attualmente presenti nelle strutture carcerarie ticinesi sono cittadini stranieri non residenti in Svizzera e quanti di essi sono stati arrestati in relazione a reati commessi nell’ambito della criminalità transfrontaliera?». «Qual è il costo medio giornaliero per detenuto sostenuto dal Cantone?». E ancora, «esiste una statistica aggiornata sui costi complessivi annuali che il Canton Ticino sostiene a causa della criminalità transfrontaliera?»

Ma parte dell'atto parlamentare, come detto, guarda anche in direzione di Berna. E in tal senso, gli interroganti sollecitano l'esecutivo cantonale chiedendo se «ritiene che la Confederazione partecipi in misura sufficiente alla copertura dei costi generati dalla particolare posizione geografica del Ticino» e sono stati avviati contatti «per ottenere maggiori compensazioni finanziarie o un sostegno specifico ai Cantoni di frontiera maggiormente esposti».

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