L'aula non spoglia Sergi e Pronzini dell'immunità

Il Gran Consiglio, in linea con il preavviso dell'Ufficio presidenziale, non ha dato il via libera all'autorizzazione a promuovere il procedimento penale per calunnia contro i due deputati nell'ambito del caso Hospita
Il Gran Consiglio, in linea con il preavviso dell'Ufficio presidenziale, non ha dato il via libera all'autorizzazione a promuovere il procedimento penale per calunnia contro i due deputati nell'ambito del caso Hospita
BELLINZONA - Il Gran Consiglio non ha concesso al Ministero Pubblico l'autorizzazione a procedere contro Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi. La richiesta di revoca dell'immunità parlamentare dei due deputati dell'MPS - oggetto di querela penale per calunnia, subordinatamente diffamazione, in relazione ai contenuti dell’interrogazione del 17 giugno 2025 sul caso Hospita e di alcune dichiarazioni rese durante la conferenza stampa in cui fu presentato l'atto parlamentare - è stata respinta: 53 voti contro 31 a favore del mantenimento dell'immunità per Sergi e 52 contro 32 per Pronzini).
Il plenum ha quindi accolto la proposta dell'Ufficio presidenziale che chiedeva di non revocare ai due deputati l'immunità in quanto, almeno per quanto attiene all'interrogazione, essa «costituisce un atto parlamentare formalmente e sostanzialmente riconducibile all’esercizio delle prerogative di controllo politico del Parlamento» e «una revoca in tali circostanze rischierebbe di incidere negativamente sulla libertà di esercizio del mandato e sul corretto equilibrio tra i poteri dello Stato». In altre parole, avrebbe creato un precedente di un certo peso.
L'atto parlamentare in questione, lo ricordiamo, è l'interrogazione "fiume" - dal titolo "Sabrina Aldi, Cristina Maderni, Alvaro Camponovo, Eolo Alberti, Claudio Camponovo, Norman Gobbi, Claudio Zali: tanti soldi, sponsorizzazioni, politica e magistratura e…tanto altro" - con cui Pronzini e Sergi, attraverso 64 domande distribuite su 14 pagine, chiedevano chiarimenti al Consiglio di Stato su un complesso intreccio di rapporti la cui rilevanza politica, scrivevano, «è, a nostro modo di vedere, enorme e indiscutibile».
A querelare i due esponenti dell'MPS sono state tre le delle persone citate nell'interrogazione, Aldi, Maderni e Camponovo, oltre alla stessa società Swiss Anesthesia Solutions. E nella denuncia rientrano anche alcune frasi pronunciate durante la già citata conferenza stampa - la stessa in cui, tra i vari documenti, fu reso pubblico anche il rapporto segreto commissionato dai vertici della Lega -, sulle quali però l'Ufficio presidenziale non ha potuto estendere il proprio perimetro di valutazione in quanto, in ossequio al segreto istruttorio, la Procura non ha trasmesso l'esposto. Di conseguenza, si legge nel rapporto dell'UP, «in assenza della disponibilità del contenuto delle querele e in mancanza di elementi manifesti attestanti un abuso degli strumenti parlamentari, non sono dati i presupposti per ritenere che l’atto esuli in modo evidente dal perimetro dell’attività parlamentare protetta dall’articolo 51» della Legge sul Gran Consiglio.




