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«Pronti al dialogo, ma senza compromessi sulla qualità del lavoro e dei servizi pubblici»

L'OCST fa il punto dopo le votazioni di domenica scorsa: «La strada non potrà essere quella di tagli lineari».
Ti-Press / Massimo Piccoli
Fonte RED
«Pronti al dialogo, ma senza compromessi sulla qualità del lavoro e dei servizi pubblici»
L'OCST fa il punto dopo le votazioni di domenica scorsa: «La strada non potrà essere quella di tagli lineari».

LUGANO - Le votazioni del 28 settembre hanno dato un segnale chiaro: la popolazione ticinese chiede risposte immediate e concrete al peso insostenibile dei premi di cassa malati. Il rovescio della medaglia però saranno i costi. Entrambe le iniziative accolte andranno infatti a pesare in modo significato sul borsellino pubblico.

«Come sindacato che da oltre un secolo difende i lavoratori e le lavoratrici, riconosciamo l’urgenza di agire e ribadiamo la nostra disponibilità a un dialogo aperto e costruttivo per individuare soluzioni che permettano di implementare le iniziative approvate in modo responsabile e sostenibile», ha spiegato in una nota l'OCST.

Al tempo stesso, però, «vogliamo essere altrettanto chiari: non accetteremo che a pagare il prezzo della situazione siano le lavoratrici e i lavoratori del settore pubblico e parapubblico, né che la qualità dei servizi destinati alla popolazione venga sacrificata».

Su questo punto il sindacato non transige: «La strada non potrà essere quella di tagli lineari, mancata sostituzione del personale in uscita, chiusure di servizi o peggioramenti salariali e contrattuali. Un Cantone che indebolisce il suo Stato sociale e il lavoro di chi lo sostiene quotidianamente è un Cantone che mette a rischio la propria coesione e il proprio futuro».

L’OCST invita le autorità cantonali e tutte le forze politiche a raccogliere la sfida lanciata dai cittadini: affrontare «finalmente i nodi strutturali della politica sanitaria e delle finanze pubbliche, senza chiedere ulteriori sacrifici a chi lavora ogni giorno nei servizi pubblici e parapubblici e senza trasformare i dipendenti pubblici e parapubblici nei capri espiatori del risanamento delle finanze cantonali».

E ancora: «Il sindacato è pronto a portare la propria voce e le proprie proposte al tavolo del confronto, con la fermezza che da sempre lo contraddistingue: apertura al dialogo sì, ma nessun compromesso sulla qualità del lavoro, sulla dignità salariale e sulla tutela dei servizi fondamentali per la collettività».

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