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CANTONE
27.09.2020 - 20:120

Quadri: «Tutti ci hanno remato contro»

Per il consigliere nazionale leghista l'esito della votazione sull'iniziativa UDC era scontata.

Il messaggio ai sostenitori del "No": «Spero che la voce dei ticinesi, nel rispetto della democrazia, venga difesa in tutte le sedi possibili»

LUGANO - «Il Ticino è un unicum perché lo è, evidentemente, anche la sua posizione geografica e la sua situazione». Il fallimento dell'iniziativa UDC sull'immigrazione moderata non ha sorpreso il leghista Lorenzo Quadri. «Lo sarei stato semmai, in negativo, se in Ticino l'iniziativa non fosse stata approvata», commenta a pochi minuti dall'esiti degli scrutini ticinesi.

«Incuneati nell'Italia» - Un risultato scontato, secondo Quadri, proprio a causa della particolare condizione ticinese: «Siamo incuneati geograficamente nell'Italia, con il Gottardo dall'altra parte, le barriere linguistiche con il resto della Svizzera e, ovviamente, la libera circolazione. Chiaro che, a livello nazionale, gli altri cantoni che non si trovano nella situazione in cui ci troviamo noi abbiano risposto in un modo diverso».

«Agire prima che sia troppo tardi» - Il consigliere nazionale leghista, tuttavia, mette in guardia dalla libera circolazione evocando pericolosi scenari futuri: «Se un giorno il problema del frontalierato dovesse riguardare anche gli altri cantoni probabilmente una votazione simile avrà ben altro esito, ma è possibile che allora sia troppo tardi per porvi rimedio».

«Forze in campo impari» - Ma non è solo la "geografia", secondo Quadri, ad aver remato contro l'iniziativa UDC: «Le forza in campo erano clamorosamente impari - sottolinea -. A parte in Ticino - dove c'era il supporto della Lega -, nel resto della Svizzera, come ha sottolineato Chiesa, è stato come Davide che tenta di sconfiggere Golia. Tutto il resto dell'apparato partitico si è mobilitato con una campagna martellante per settimane. E lo stesso hanno fatto media, organizzazioni sindacali e padronali. A un certo punto qualche sondaggio evocava un "No" anche per il Ticino. Ma così non è stato».

«I Ticinesi ribadiscono il "No" alla libera circolazione» - E proprio l'esito in Ticino è per Quadri un messaggio chiaro da portare a Berna. «I ticinesi continuano a ribadire la loro contrarietà alla libera circolazione. Lo avevano già fatto nel 2014 sostenendo l'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Il fronte del "No" oggi dice che questa votazione è la conferma della via liberale. Mi aspetto, a questo punto, che lo stesso fronte si batta contro l'accordo quadro istituzionale che rischia altrimenti di essere la prossima tegola che ci cadrà addosso. E che rischia anche di costituire la fine della via bilaterale e l'inizio della sudditanza della Svizzera nei confronti dell'UE». «Quello che mi aspetto - conclude - è che la voce dei ticinesi, nel rispetto della democrazia, venga difesa in tutte le sedi possibili, da chi fa politica a Berna e da tutti i rappresentati i politici del Ticino. Perché l'elettorato ticinese ha dato loro un chiaro mandato, quello di combattere la libera circolazione delle persone».

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