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Lo spettro del dumping sul settore digitale ticinese: «È ora di discuterne»

La neotrasformata associazione mantello ATED ha scritto al Consiglio di Stato per una partecipazione alla Commissione tripartita cantonale.
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Fonte ATED
Lo spettro del dumping sul settore digitale ticinese: «È ora di discuterne»
La neotrasformata associazione mantello ATED ha scritto al Consiglio di Stato per una partecipazione alla Commissione tripartita cantonale.

A pochi giorni dalla trasformazione in associazione mantello ed economica del settore ICT e digitale del Canton Ticino, ATED ha inoltrato al Consiglio di Stato una richiesta ufficiale per avviare un confronto istituzionale sulla rappresentanza del comparto nella Commissione tripartita cantonale.

Un settore importante, ma non rappresentato
L’iniziativa si colloca in un passaggio definito come inedito per il Cantone: per la prima volta il settore ICT si dota di una rappresentanza economica strutturata, con l’obiettivo di partecipare al dialogo con le istituzioni e contribuire alle decisioni sul mercato del lavoro.

Secondo i dati disponibili, il comparto ICT e digitale in Ticino conta tra i 14’000 e i 20’000 professionisti, pari a circa il 6–8% della forza lavoro cantonale, con una massa salariale stimata tra 1,2 e 1,6 miliardi di franchi annui. Nonostante il peso economico, il settore non dispone attualmente di una rappresentanza diretta nella Commissione tripartita.

«Si prendono decisioni sul lavoro digitale senza il settore digitale al tavolo. Questo non è più sostenibile», afferma Luca Mauriello, presidente di ATED.

Lo spettro del dumping
Alla base della richiesta vi sono anche i risultati di un sondaggio condotto tra oltre 100 aziende ICT ticinesi, circa la metà dei soci aziendali dell’associazione. Dall’indagine emerge che il 100% delle imprese ritiene «non adeguato il salario minimo ICT rispetto al mercato svizzero»; l’85% teme che il Ticino «possa diventare un mercato a basso costo per profili qualificati»; una quota analoga segnala il rischio di sottovalutazione delle competenze digitali strategiche.

«I dati di oltre cento aziende mostrano un disallineamento evidente tra le decisioni normative e la realtà del settore», sottolinea Mauriello.

Con la riorganizzazione del 26 marzo 2026, ATED ha inoltre strutturato la propria rappresentanza attraverso quattro associazioni di categoria: Cyber Ticino, Digital Ticino, Associazione Professionisti ICT (APICT) e DPO Ticino, con l’obiettivo di portare competenze specifiche nei tavoli istituzionali.

La richiesta al Cantone punta al riconoscimento formale del ruolo del settore ICT nel mercato del lavoro, alla sua presenza nella Commissione tripartita e alla costruzione di un dialogo stabile con le istituzioni.

«Il settore ICT è oggi oggetto di regolazione, ma non soggetto di rappresentanza. È il momento di colmare questo divario», conclude Mauriello.

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