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CANTONEDue barboncini soppressi, nonostante fossero sani

22.12.13 - 19:39
La legge svizzera lo permette se c’è la volontà del proprietario. La storia raccontata da Casa Orizzonti
Foto Archivio Keystone
Due barboncini soppressi, nonostante fossero sani
La legge svizzera lo permette se c’è la volontà del proprietario. La storia raccontata da Casa Orizzonti

PROSITO – Soppressi nonostante sani. Due cani sani, per la precisione due barboncini, sono stati uccisi per volere della sua proprietaria nella giornata di venerdì scorso nel Locarnese. Scelta possibile per via della legge che in Svizzera permette la soppressione di animali, seppur sani. La storia ha coinvolto l’associazione Casa Orizzonti, un rifugio di Prosito che ospita animali vittime di maltrattamenti. A raccontarcela è proprio la responsabile comunicazione dell’associazione, Eleonora Corradetti.

La storia – Tutto ha inizio giovedì sera quando Casa Orizzonti riceve una e-mail da una signora simpatizzante dell’associazione nella quale si precisava che due barboncini di 9 e 12 anni di proprietà di una sua amica sarebbero stati eutanasiati il giorno dopo. “La signora spiegava che la proprietaria dei cani è una persona affetta da sindrome depressiva-compulsiva, in cura da uno psichiatra. Nonostante tutto, ha tenuto i cani sempre bene e curati. Senonché – ci spiega Eleonora Corradetti - all’approssimarsi dell’ennesimo ricovero in clinica previsto per settimana prossima, la proprietaria ha preso la decisione di far sopprimere gli animali venerdì mattina. La signora che ci ha contattato lo ha saputo intorno alle 11 di giovedì e si è subito prodigata per evitare l’eutanasia dei due cani, che di fatto stavano bene e che potevano ancora vivere bene”. Casa Orizzonti si è attivata sulla pagina Facebook, pubblicando la storia e i dati forniti e cercando uno stallo temporaneo. “Uno stallo – ci spiega Corradetti - è una situazione temporanea secondo cui un animale viene ospitato presso una famiglia. Noi abbiamo prima cercato uno stallo e nel frattempo anche possibili famiglie che potessero adottare i cani insieme e non separatamente. In un giorno siamo riusciti a trovare tutto”.

 

Casa Orizzonti ha quindi contattato la signora che aveva segnalato il problema, ma con alcune difficoltà. “Siamo riusciti a sentirla solo sabato mattina. La signora a sua volta aveva cercato di contattare già il venerdì mattina la proprietaria, ma non aveva avuto più nessuna informazione. Noi eravamo tuttavia tranquilli, perché la proprietaria aveva saputo che ci stavamo adoperando per trovare una sistemazione ai suoi barboncini e sembrava molto contenta e soddisfatta di quello che stavamo facendo”.  Ma la tranquillità non è stata confermata. Eleonora Corradetti , infatti, ci spiega di aver poi contattato il veterinario con il quale era stato stabilito l’appuntamento per “addormentare” i cani: “Ho individuato il veterinario del Locarnese e, purtroppo, una volta contattato, ho saputo che i cani erano stati da lui eutanasiati. Questo veterinario non era il medico curante dei cani, il quale invece si trova nel varesotto e si è rifiutato di sopprimere i due barbonicini sani per obiezione di coscienza. La proprietaria, sembra su consiglio del suo psichiatra, ha preso un appuntamento con il veterinario del Locarnese e si è recata da lui venerdì, sempre accompagnata dallo psichiatra. Il veterinario ci ha spiegato che si è trattato di una situazione molto travagliata, la signora aveva molti dubbi, era consapevole che c’erano delle famiglie disposte ad adottare i cani, ma aveva paura che i barboncini venissero separati o portati in un canile. E alla fine i cani sono stati soppressi.”

 

Dalle parole di Corradetti è chiaro che la delusione da parte dell’associazione è stata tanta, e tante sono state anche le polemiche e le frasi di indignazione scritte sulla pagina di Facebook da parte di molti cittadini. “Il veterinario ha dato seguito alla volontà della proprietaria che, anche se malata, era accompagnata dal suo psichiatra. Purtroppo uno psichiatra dovrebbe sapere gli effetti benefici che i cani possono avere sulle persone. Noi siamo rimasti di sasso”, chiude la responsabile comunicazione.

 

La legge - La legge in Svizzera prevede che anche animali sani possano essere uccisi, su disposizione del proprietario degli stessi. Però ogni veterinario può rifiutarsi e fare obiezione di coscienza. Ma non tutti lo fanno: “Noi pensiamo che la legge sia abominevole e antiquata – spiega Eleonora Corradetti – addirittura vergognosa per un Paese che vuole essere un paese moderno, civile, evoluto come si presenta agli occhi del mondo. Il proprietario secondo la legge può disporre dell’animale come fosse un oggetto. Ma è impensabile eutanasiare un animale sano, perché c’è sempre una possibilità. Anche noi abbiamo fatto addormentare alcuni animali, ma solo quando erano malati e non c’era cura per la sua malattia o la sua qualità di vita poteva solo degenerare. Spesso, chi possiede un cane pensa che senza la sua presenza, il cane o l’animale in generale verrà trattato male o comunque peggio, e allora sceglie di sopprimerlo. Ma negli animali prevarrà sempre l’istinto di sopravvivenza per cui se riceve cura, affetto e cibo, non sceglierà mai di morire e si adatterà”.

 

 

 

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