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LOCARNOBestemmia sul palco, Green Day nella bufera

11.07.13 - 16:10
Moon and Stars: l’indignazione di alcuni genitori presenti al concerto. E l’appello del presidente di Azione Cattolica:"Non invitateli più"
LOCARNO
11.07.13 - 16:10
Bestemmia sul palco, Green Day nella bufera
Moon and Stars: l’indignazione di alcuni genitori presenti al concerto. E l’appello del presidente di Azione Cattolica:"Non invitateli più"

LOCARNO – Bestemmia per ben due volte, in italiano, davanti a una Piazza Grande gremita. Poi fa salire sul palco un ragazzino, si esibisce con lui, e gli ‘dona’ una chitarra. Il protagonista della vicenda è Billie Joe, cantante dei Green Day, che lunedì sera ha lasciato di stucco buona parte della platea di Moon and Stars. A denunciare il fatto sono alcuni genitori. “Questa persona – dice un padre arrabbiato – si permette di bestemmiare davanti a migliaia di persone. E chi pensa ai nostri figli?” E c’è pure una mamma furibonda. “Sono nauseata – sostiene –. Mi sta bene la trasgressione, ma il rispetto deve esserci sempre”.

Degrado e ignoranza - Billie Joe non è nuovo a situazioni di questo genere. Ha bestemmiato di recente a Trieste, a Bologna (guarda il video in allegato), a Milano. Sempre in italiano. Sempre con spirito trasgressivo. “Anche io in passato ascoltavo musica rock – ammette Davide De Lorenzi, presidente dell’Azione Cattolica Ticinese – e so che la componente anticlericale ha da sempre caratterizzato certi gruppi. Però da qui a bestemmiare gratuitamente in una piazza ce ne vuole… È il caso di parlare di degrado e di ignoranza, così si urtano i sentimenti di molte persone. Gli organizzatori non hanno colpe. Però non dovrebbero più invitare i Green Day a Moon and Stars e spiegarne il motivo pubblicamente”.   

Visione del mondo - Anche per l’antropologo Francesco Paolo Campione, la questione va affrontata in maniera seria. “La bestemmia – fa notare – esiste da sempre perché da sempre esiste quella che è l’inversione simbolica. Per motivi diversi le comunità si sono sentite autorizzate a sovvertire le regole del vivere civile, attraverso manifestazioni collettive. Ne è un esempio classico il carnevale, dove tutto è consentito. In questo caso però non si può parlare di meccanismo culturale. Questa è una scelta artistica di un cantante, che agisce di sua spontanea volontà, nel tentativo di sottolineare una sua precisa visione del mondo”.

Valori fragili - Dall’opinione di antropologo a quella di padre di famiglia. Campione va al di là delle analisi scientifiche. “Personalmente, reputo inutile una cosa di questo tipo. Non è costruttiva. Al contrario, è pericolosa”. E infatti nelle ore successive al concerto di Locarno, sui social network c’era chi esaltava il gesto folle di Billie Joe. “In un tempo in cui i valori sono sempre più fragili – evidenzia Campione –, le convinzioni religiose costituiscono gli ultimi elementi di conservazione di un’etica condivisa. Gli artisti riflettano sui messaggi che mandano. Oggi per essere veramente trasgressivi occorrerebbe essere portatori di un etica profonda”.

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