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LUGANO
24.07.2020 - 08:000
Aggiornamento : 10:04

«Animali sani soppressi con troppa facilità»

A sostenerlo è l'avvocato Christopher Jackson, dopo il caso del cane adottato e (subito) ucciso nel Mendrisiotto.

«I politici e le associazioni intervengano – sottolinea –. Bisogna cambiare le leggi federali. Intanto in Ticino i canili sono strapieni».

LUGANO - «In Svizzera è ancora troppo facile fare sopprimere un animale sano». A sostenerlo è Christopher Jackson, avvocato dell'Associazione Tutela e Difesa Animali di Lugano. Lo spunto arriva dal recente caso di una volontaria di un canile di Erba (Como), residente nel Mendrisiotto: dopo avere adottato un cane, lo ha fatto uccidere perché creava problemi di ordine pubblico. Il cane, un meticcio di nome Sturn, era cieco e sordo. Nonostante ciò, conduceva tutto sommato un'esistenza normale. Chi lo ha accolto in casa, ne era consapevole. Jackson non vuole entrare nel merito della vicenda specifica. Ma constata: «Qualcosa, a livello di legge, va cambiato». 

Cosa, nello specifico?
«Prima di tutto oggi, se io sono stufo del mio cane, anche se è sano, lo posso portare dal veterinario, chiedendo l'eutanasia. Tutto questo è inconcepibile. Per fortuna la maggior parte dei veterinari si opporrebbe a un'eventualità del genere».

Dunque?
«La legge federale dovrebbe regolare quali animali possono essere soppressi anche se sani. E con quali motivazioni. Dovremmo parlare solo della caccia o dell'allevamento agricolo, immagino».

Chi dovrebbe mobilitarsi per questo? 
«La politica e le associazioni legate agli animali. Da subito. Un animale non può essere soppresso senza motivo». 

Nel frattempo il caso del cane di Erba ha fatto scattare un'iniziativa cantonale, firmata da Sabrina Aldi e da Tamara Merlo...
«Bene. Speriamo porti a qualcosa di concreto. Già in passato c'era stato un tentativo di cambiamento della legge tramite un'iniziativa popolare, poi fallita. Spero che questa volta la sensibilità della gente non si limiti al caso specifico, ma sia più duratura e porti a reali modifiche del sistema. Vedremo».

In ogni caso, tornando al presente, quando si affida un cane a una persona dovrebbe esserci un accordo scritto...
«Sì. Un contratto di affido. Il nuovo proprietario non può disporre dell'animale come meglio crede. Né affidandolo a terzi, né arrivando a farlo sopprimere. In caso di difficoltà, bisognerebbe parlarne con la struttura che glielo ha affidato. Contratti del genere esistono già. Il problema è che non sono previste penali». 

Si sospetta che anche nel caso di Erba ci fosse un contratto. E per questo la volontaria avrebbe cercato di mentire sulle cause che l'hanno spinta a fare sopprimere il cane. 
«Su questo non mi posso sbilanciare. Sono informazioni che non ho». 

Quanti animali vengono uccisi senza un "motivo valido" in Svizzera oggi?
«Tanti. Anche se è difficile quantificare. Solo nel caso in cui c'è di mezzo una malattia come ad esempio la rabbia, serve una notifica al veterinario cantonale. La maggior parte dei casi, dunque, non viene calcolata. Di certo poi c'è anche un altro problema, in particolare in Ticino».

Vale a dire?
«I canili sono strapieni. Mancano strutture a cui affidare cani che, per un motivo o per l'altro, non si possono più tenere. Con le leggi permissive che ci sono, di conseguenza, un proprietario senza scrupoli può pensare facilmente anche all'eutanasia».

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