Tra palco e studio, tra presente e futuro

Il 6 giugno c'è l'apertura della serata hard rock di Nevermind Music Fest, ma tra qualche mese uscirà nuova musica: i Dreamshade sono stati ospiti di TioTalk.
Il 6 giugno c'è l'apertura della serata hard rock di Nevermind Music Fest, ma tra qualche mese uscirà nuova musica: i Dreamshade sono stati ospiti di TioTalk.
SAVOSA - Un nuovo episodio di TioTalk accende i riflettori sulla scena musicale ticinese e internazionale, con protagonisti i Dreamshade, pronti a tornare dal vivo in occasione della serata hard rock di Nevermind Music Fest, in programma il 6 giugno al Parco Urbano di Bellinzona.
Nel terzo appuntamento della nuova rassegna musicale, che debutta giovedì 4 giugno con il concerto gratuito di The Vad Vuc e Gipsy Kings by Diego Baliardo, i Dreamshade si esibiranno in apertura e riscalderanno in atmosfera in attesa di Hardcore Superstar e Gotthard.
Kevin Calì e Fernando "Fella" Di Cicco, rispettivamente cantante e chitarrista della band ticinese, raccontano il percorso di avvicinamento a questo appuntamento. «Ci stiamo caricando, ci stiamo preparando», spiegano, evidenziando come un periodo lontano dall'attività live sia stato compensato da attività di produzione. «Ci sono state parecchie cose dietro le quinte a cui stiamo lavorando, che ci hanno tenuto lontani dalle prove» aggiunge Kevin.
I Dreamshade hanno scelto consapevolmente di fermarsi per dedicarsi alla creazione di nuovo materiale. «Per la prima volta ci siamo presi un lusso enorme, ovvero quello di stare un anno in pausa dai concerti», racconta Fernando. Una decisione maturata dopo vent’anni di attività continuativa (l'esordio risale infatti al 2006) e a svariati album nati tra le prove, gli spostamenti e i concerti dei vari tour, che spesso e volentieri hanno portato il gruppo in giro per il mondo, fino in Estremo Oriente.
Il lavoro in studio ha portato a una grande quantità di materiale. «Avevamo tantissime tracce… Abbiamo dovuto lasciare da parte tantissime tracce per decidere di fare un disco», sottolineando come la sfida in quest'occasione non sia stata la mancanza, ma l’eccesso di idee. L'autoproduzione (dopo anni seguiti dalle major) è stata, in questa volta, un grande vantaggio. E c'è un elemento che contraddistingue questo lavoro: «È stato interamente scritto e prodotto di notte» spiega Fernando. «È molto riconoscibile che siamo noi, però c’è qualcosa che ha una prospettiva diversa»
La buona notizia per i fan è, quindi, che c'è nuova musica all'orizzonte. La cattiva? Una data non è ancora stata fissata. «Non sappiamo se sarà un album» aggiunge Fernando. «Sicuramente possiamo dire che c’è tanto materiale». Indicativamente, ci si potrebbe aspettare un singolo già entro la fine dell'anno. Nel frattempo l'invito è chiaro: la data del 6 giugno è da non perdere.
Nel corso dell'episodio c'è stato modo di ripercorrere l'esperienza live internazionale dei Dreamshade, tra tour in Europa, Asia e Africa. La band ha toccato «territori poco battuti» dalle grandi tournée come, ad esempio, il Sudafrica e svariate zone europee e soprattutto della Cina. «Lì la musica viene sentita in modo viscerale», osserva Kevin. Non sono mancati aneddoti relativi alla vita on the road, tra imprevisti e situazioni estreme - sulle quali, a distanza di tempo, si può ormai sorridere: dai furgoni in panne agli aerei bloccati per ore senza comunicazioni. «Capita di tutto ormai», sintetizza Kevin, evidenziando come queste esperienze contribuiscano alla crescita personale e artistica.




