«Fortezza? I castelli sono sempre stati tre, e tre devono restare»

Lanciato il referendum per opporsi al progetto di rivalorizzazione voluto dal Municipio, e all'intenzione di rendere parte dell'accesso a pagamento. Martignoni: «Marketing, che impoverisce il nostro patrimonio»
BELLINZONA - «Il valore aggiunto di avere a Bellinzona ben tre castelli, tramandati e giunti fino a noi, praticamente intatti, non deve perdersi in una definizione artefatta - a mero scopo di marketing - che toglie sostanza e significati al nostro prezioso patrimonio», con queste parole torna a prendere di petto la questione Fortezza, il Noce nella persona di Brenno Martignoni.
Proprio questo giovedì, infatti, al Castello di Sasso Corbaro - «un'ambientazione da foresta di Sherwood con tanto di Robin Hood e sceriffo di Nottingham» - per il lancio di un referendum contro il progetto del Municipio, per il rilancio dei tre castelli attraverso un progetto milionario (di 19 milioni il credito approvato dal Consiglio comunale) e un marchio, “Fortezza Bellinzona”, che non fa l'unanimità nemmeno all'interno del legislativo cittadino.
Robin Hood il cui spirito, spiega Martignoni, ha ispirato l'azione «che non ha connotazioni politiche o di partito» e che è sostenuta anche da Avanti con Ticino&Lavoro e il Partito comunista.
Restando sempre sulla simbologia, sono tre anche le motivazioni all'origine della raccolta firme: «Innanzitutto, i castelli devono rimanere castelli e basta, ovvero si chiede la salvaguardia della denominazione “Castelli” per i tre monumenti di Bellinzona».
Secondo Martignoni, Municipale di Bellinzona e capodicastero cultura, turismo ed economia pubblica in quell'anno 2000 in cui i castelli hanno ottenuto il riconoscimento dell'Unesco, la triplice natura del monumento: «Il documento ufficiale, che reca la data di iscrizione del 2 dicembre 2000, che si trova a Palazzo civico nella sala del municipio, parla espressamente di: “Trois châteaux, muraille et remparts du bourg de Bellinzone”».
Nel frattempo, e «senza mai volutamente passare da vaglio popolare», il marchio Fortezza è già entrato in applicazione fra materiale informativo e di comunicazione ma anche nella segnaletica.
«È nostro dovere onorare la memoria storica e le identità di chi ci ha preceduti. Senza contare che la Turrita e i suoi abitanti hanno sempre nutrito verso i TRE CASTELLI un forte senso di appartenenza», chiosa Martignoni.
Altro punto sollevato riguarda la già discussa decisione di rendere a pagamento l'accesso all'interno di alcune aree dei castelli: «Chiediamo che sia garantito il libero accesso gratuito alle corti interne dei tre Castelli: Castel Grande, Montebello e Sasso Corbaro, così come ai relativi percorsi murari e sottomurari».
Infine, il referendum impone «l'istituzione di un’apposita Fondazione a cui è delegata la gestione e la conduzione dei Castelli».



