Agno-Bioggio, l'intento è procedere a tappe

Punto informativo del Governo sulla circonvallazione. Ecco i prossimi passi
Punto informativo del Governo sulla circonvallazione. Ecco i prossimi passi
AGNO-BIOGGIO - Per usare le parole del consigliere di Stato Claudio Zali, la circonvallazione Agno-Bioggio si trova «a un bivio». L’argomento è stato al centro di un punto stampa di aggiornamento sull’opera, anche a seguito dell’incontro tenuto a Berna il 20 gennaio.
L'apertura di Berna - «La principale novità - commenta Norman Gobbi, presidente dell’esecutivo e consigliere di Stato incaricato della Divisione delle costruzioni - è l’apertura, da parte della Confederazione, sul finanziamento di grandi opere che interessano gli agglomerati. Si tratta di un cambio di paradigma non indifferente».
L'incontro del 20 gennaio - La delegazione ticinese ha incontrato Yves Bichsel, segretario generale del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), e Ulrich Seewer, vicedirettore dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale.
Si procede a tappe - «È una novità positiva - precisa Gobbi - sebbene non ci siano ancora gli elementi tecnici per capire come queste opere saranno valutate». L’idea, come spiegato dal direttore del Dipartimento del territorio (DT) Claudio Zali, «è realizzare una prima tappa, quella non contestata, con il credito già a disposizione e integrato da una cifra minore di 100 milioni di franchi».
Diluire l'investimento - Poi, si prevede l’elaborazione di un messaggio all’attenzione del Gran Consiglio entro fine anno e la richiesta di finanziamento inserita nel PAL6. C’è già stato un confronto con i comuni interessati. L’idea è quella di proseguire a tappe, diluendo l’investimento su più piani finanziari, rispettando comunque le tempistiche.
La reazione dell'UDC: «L'avevamo detto - Non tarda ad arrivare la presa di posizione dell'UDC - «L’avevamo detto, ora è chiaro a tutti - si legge nel comunicato - La Confederazione potrebbe finanziare l’opera dal 25 al 50% del costo totale, che in soldoni significa fino a 250 milioni di franchi. Un’informazione che l’UDC aveva correttamente portato nel dibattito pubblico e che Zali, invece, aveva cercato di screditare non sul piano dei fatti, ma con attacchi personali, arrivando ad accusare Marchesi di “raccontare balle” e sostenendo che Berna non avrebbe mai finanziato la circonvallazione».
«Un modo di fare che ha rallentato il dossier» - Per i democentristi ticinesi «oggi i fatti parlano chiaro: l’apertura della Confederazione c’era già allora e c’è ancora oggi. Questo non solo smentisce le affermazioni di Zali, ma mette in luce un suo atteggiamento mai propositivo, incapace di ascoltare anche chi, legittimamente, porta informazioni fondate o opinioni diverse. Un modo di fare che ha rallentato ulteriormente il dossier invece di farlo avanzare».
«Occasione da non lasciarsi sfuggire» - Alla luce della disponibilità della Confederazione, «ora il Dipartimento del territorio deve cambiare approccio: riprendere seriamente in mano il progetto, coinvolgere i Comuni e tutti i portatori di interesse, costruire una condivisione reale e presentarsi a Berna con un progetto chiaro e credibile da inserire nel prossimo Programma d’agglomerato (PAL6). La realizzazione a tappe può essere una modalità tecnica, ma va garantito fin da subito che l’opera sarà completata. Quella confermata oggi è un’occasione concreta da non lasciarsi scappare».
Se ne parla da trent’anni - L’opera, di cui si parla da trent’anni, è fondamentale per decongestionare la viabilità del Malcantone (in particolare il centro di Agno e la Strada Regina nelle ore di punta). Nel messaggio licenziato a giugno dello scorso anno, il Governo aveva deciso di abbandonare la soluzione sotterranea a favore di quella in superficie. La spesa prevista era di 337,8 milioni di franchi: il 58% in carico al Cantone, la restante parte in capo ai Comuni.
«Un compromesso sostenibile» - A detta dell’esecutivo, si trattava di un compromesso in grado di essere sostenibile da un punto di vista finanziario. Gli approfondimenti effettuati nella fase di progettazione definitiva avevano infatti evidenziato che, se si fosse mantenuta l’opera in galleria, il costo sarebbe salito a oltre mezzo miliardo
Il tracciato - La soluzione individuata prevede dunque un tracciato fuori terra che si sviluppa su un cavalcavia che sovrappassa la linea della Ferrovia Lugano - Ponte Tresa (FLP) in zona Vallone e lungo un tracciato in rilevato tra il Vecchio Vedeggio e la Piodella.
Le risposte della Confederazione - Nei mesi scorsi, su domanda dell’associazione Lea e in risposta a un’interpellanza del consigliere nazionale Piero Marchesi (UDC), Berna aveva fatto sapere che, in linea teorica, l’opera in galleria sarebbe stata finanziabile se inserita nel Programma di agglomerato del Luganese di quinta generazione (PAL5).
La posizione dei sindaci del Malcantone - Accolta con favore l’apertura del Consiglio federale, i sindaci del Malcantone avevano invitato il Consiglio di Stato a cambiare i propri piani per la CAB, tornando al progetto interrato.




