Una miniera d'oro per chi ama il cinema

L'Agorateca di Lugano compie vent'anni: un servizio prezioso per la divulgazione dei film che non trovano spazio sulle piattaforme... e non solo
LUGANO - Oltre 50mila titoli, tra dvd, Blu-ray e Vhs, senza contare CD, libri e riviste. Un luogo cardine per la cultura di Lugano, fortemente aperto verso l'esterno - e rivolto non solo alla popolazione cittadina, ma anche a chi risiede nelle aree limitrofe e nel resto del territorio cantonale. È l'Agorateca, che negli spazi del Foce offre uno spazio di condivisione culturale con la propria offerta di supporti materiali, ma anche di eventi.
Attrarre e aggregare - Questo è l'anno del ventennale per la struttura cittadina, un organismo in pieno movimento e in grado di rispondere alle richieste dell'utenza. È Claudio Chiapparino, direttore della Divisione eventi e congressi della Città di Lugano, a raccontarci quale gestazione ha avuto il progetto. «Non è stata lunghissima: nasce per rispondere ai giovani che cercavano dei film che non trovavano nei negozi di noleggio, oppure i titoli più noti che non potevano rivedere al cinema». Richieste di singoli, quindi, ma anche «di chi voleva proiettare dei film, magari con amici o per associazioni». La lezione di Cinema in Tasca, la rassegna nata molti anni fa (e che prosegue ancora oggi) che permetteva di proiettare a un prezzo accessibile film che avevano concluso il loro ciclo nelle sale, è stata determinante per impostare un'offerta «di grande attrattiva e di aggregazione per le persone».
Quello che sulle piattaforme (spesso) non c'è - Presso Agorateca si possono scegliere dei film in autonomia, oppure si possono chiedere consigli al personale. «C'è un'interattività con l'utenza veramente molto grande», aggiunge Chiapparino. «Questo ci ha permesso di implementare il catalogo». In due direzioni: quella del cosiddetto "cinema d'essai" e il recupero di film «che, addirittura, non erano nemmeno più disponibili per il noleggio». Questo ha un grosso valore, specialmente oggi che le piattaforme escludono dal proprio catalogo una certa fetta di opere. Chiapparino concorda: «Dà ancora più rilevanza al nostro servizio».
Sugli scaffali... una miniera d'oro - Infatti, sugli scaffali dell'Agorateca c'è una vera miniera d'oro per gli appassionati della Settima arte: troviamo i grandi registi (Chaplin, Hitchcock, Fellini, Spielberg ma anche Lang, Coppola, Tarkovskij eccetera) ma anche il grande cinema britannico, così come la commedia italiana, francese e anche la Screwball Comedy americana. Al nucleo di film più datati si aggiungono le ultime uscite: non è un caso che faccia bella mostra di sé, vicino al desk, una copia de "I peccatori", che pochi giorni fa ha battuto il record di nomination agli Oscar. In più c'è una grossa offerta di libri - dedicati alla storia del cinema, tra guide e approfondimenti, ma non solo.
Chi è l'utente di Agorateca? - «Ci sono mamme e papà che vengono con bambini e bambine, nonni con i loro nipoti, e tantissimi appassionati di cinema» spiega Ilenia Ricci Mascetti, programmatrice culturale di Agorateca. L'utente può arrivare dopo aver consultato il sito e i percorsi di visione offerti, oppure «passa al volo, in pausa pranzo o prima di andare al lavoro, e si lascia consigliare». E chi non è più in possesso di un lettore dvd, in quest'epoca dominata dallo streaming? Nessun problema: «Lo diamo in prestito noi. Se si avesse bisogno di passare quando lo sportello è chiuso, c'è una cassetta esterna dove si possono ritirare le copie».
I film da vedere tutti insieme - Ci sono poi le rassegne, come la già citata Cinema in Tasca. «Sono l'estensione naturale di quella che è stata la crescita di Agorateca» aggiunge Ricci Mascetti. Parliamo di Club Cult, la riscoperta di grandi classici del cinema, una volta al mese. Poi Agorateca Incontri, con la visione condivisa di un documentario o di film d'animazione, con l'accompagnamento di figure professionali come giornalisti culturali, eccetera. «Oppure presentazioni di libri e workshop». Come spiega benissimo il nome, Agorateca «trasforma una biblioteca in una piazza culturale. È ancora molto vero, a vent'anni di distanza».



