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CANTONEIl diesel va giù, si cerca di sopravvivere: tante stazioni a rischio

17.05.24 - 07:33
I "piccoli" al confine rinunciano ai margini di guadagno. Si prova a riconquistare gli italiani. Ma al momento è un mercato morto.
Davide Giordano
Il diesel va giù, si cerca di sopravvivere: tante stazioni a rischio
I "piccoli" al confine rinunciano ai margini di guadagno. Si prova a riconquistare gli italiani. Ma al momento è un mercato morto.
Il 2022 è stato l'anno dello spartiacque. La politica? «"Drogata" dal sistema e assente – secondo gli esperti –. Noi ora siamo quelli che inquinano. Non ci aiuteranno mai».

PONTE TRESA - Diesel e benzina sempre più vicini nel prezzo. In alcune zone tra i due carburanti c'è una differenza di soli tre centesimi al litro. È un fenomeno curioso quello che si nota in diverse stazioni di rifornimento ticinesi da qualche settimana. Soprattutto in quelle piccole o della fascia di confine.

La rinuncia – «Gli scorsi inverni sono stati miti – evidenzia Pietro Lurati, responsabile comunicazione e marketing di Euro Service per il Ticino –. È avanzato tanto combustibile in generale. Ma la realtà è che diversi benzinai stanno rinunciando a qualche margine di guadagno per essere un po' più concorrenziali con l'Italia». 

C'erano una volta gli italiani – E pensare che fino al 2022 erano gli italiani a venire spesso a fare rifornimento in Ticino. Poi è scoppiato il conflitto tra Russia e Ucraina con una conseguente impennata dei prezzi delle materie prime. E mentre l'Italia all'epoca aveva deciso di rinunciare provvisoriamente a una tassa sul carburante, in Svizzera non è stato così. 

Franco forte – «E già lì – riprende Lurati – si è creato uno scollamento col passato. In particolare per i benzinai ticinesi. Qui non è come in altri Cantoni. Il potere d'acquisto della gente è più limitato. Il resto lo ha fatto il franco forte. Con un franco così forte, diversi beni costano di più in Svizzera rispetto ad altrove. E il carburante non fa eccezione». 

Anacronismo – «La politica è proprio sorda nei nostri confronti – dice Carlo Rampinini, direttore di Piccadilly SA –. Lo è sempre stata. Ma adesso ancora di più visto che si continua a parlare di ecologia. Il nostro settore non è più attrattivo ed è visto come quello che inquina. È anacronistico pensare che la politica ci tenda la mano, rinunciando a tassarci così tanto». 

«Piccoli più avvantaggiati» – D'altra parte un gruppo come Piccadilly non può nemmeno giocare troppo sulla riduzione dei prezzi. «Abbiamo 40 stazioni in Ticino con complessivamente circa 300 collaboratori. Per le piccole realtà è un po' più facile rinunciare a qualche centesimo di margine di guadagno. La nostra azienda è grande, i conti devono quadrare. Ogni mese dobbiamo garantire il versamento degli stipendi ai collaboratori che, non va dimenticato, sottostanno a due diversi contratti collettivi nazionali».

«Il mercato sta cambiando» – Rampinini lo ribadisce: «Sostanzialmente abbiamo perso il mercato italiano. Quello che aveva fatto la fortuna di tante stazioni di servizio ticinesi di confine. La politica potrebbe renderci più competitivi defiscalizzando almeno in parte i prodotti, ciò permetterebbe di recuperare quei volumi che oggi mancano e che, per finire, genererebbero maggiori introiti anche per la stessa Confederazione. Ma non lo fa».

Vantaggi per chi paga in euro – E allora c'è chi si arrangia come può. Alcune stazioni di confine stanno adottando una strategia piuttosto innovativa. È il caso anche di Euro Service, ad esempio nelle stazioni di Caslano o Ponte Tresa. «Chi paga in euro, gode di un cambio favorevole – illustra Lurati –. Non solo per il diesel. Anche per la benzina. È un modo per cercare di riconquistare i clienti italiani e per andare incontro agli automobilisti». 

«Forte riduzione dei punti vendita in vista» – Matteo Centonze, presidente dell'Associazione ticinese stazioni di servizio, non ha dubbi: «Le stazioni di servizio in Ticino sono troppe rispetto alla domanda attuale. Nei prossimi anni, ci aspettiamo una forte riduzione dei punti vendita. Ogni operatore cerca di offrire servizi aggiuntivi: oggi una stazione di servizio non può più sopravvivere solo con la vendita di carburanti. Le vendite del negozio, il servizio di ristorazione o il cambio valuta sono diventati fondamentali per far quadrare i conti».

«Manca il volere politico» – Centonze non le manda a dire al mondo politico. «Sul prezzo di vendita attuale del carburante dobbiamo considerare che le tasse incidono per circa un franco al litro. Tuttavia, la politica è ormai "drogata" da queste entrate al punto da tollerare persino il prelievo dell’IVA in fattura, la tassa sulla tassa, che è anticostituzionale. I mezzi per venire incontro ai cittadini ci sarebbero, ma manca appunto il volere politico».

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COMMENTI
 

Gimmi 1 mese fa su tio
Intanto nelle stazioni di servizio in autostrada ,Disel e Benzina, la vendono oltre ha 40cts al litro in piu' .......

maw 1 mese fa su tio
Veicoli elettrici...una grande buffonata e una grande truffa ... Evviva il diesel... Intanto la Cina distrugge l'ambiente per l'estrazione delle materie prime per la produzione di batterie monopolizzando l'intero mercato. Europa la solita boccalona con il progetto 2050. Una goccia in mezzo al mondo che se ne frega dei veicoli elettrici. Svegliatevi ...

Voilà 1 mese fa su tio
Ora il Franco è forte... Benzina e Diesel li acquistano all'estero, quindi anche loro sono avantaggiati dal Franco forte. Quando il petrolio sale, il giorno dopo la benzina sale, quando il petrolio scende il prezzo rimane su... Hanno sempre qualche scusa pronta: Poca acqua nel Reno, scarsita dovuta alla raffinazione, riserve acquistate quando il prezzo del carburante era più alto, mentre quando si tratta di alzare il prezzo sembra non ci siano riserve acquistate a prezzo più basso. Difficile avere la minima empatia con i commercianti di prodotti petroliferi, che nella crisi dovuta alla guerra hanno fatto affari sulle spalle dei consumatori, di sicuro sull'olio da riscaldamento.

JoeBlack 1 mese fa su tio
Qualcuno di voi sa dirmi come mai il diesel in Ch costa di più per rapporto alla benzina? In Italia, Austria é il contrario. 🤔

RemusRogue 1 mese fa su tio
Risposta a JoeBlack
Secondo me piuttosto il Diesel è sempre costato come all'estero mentre la benzina da noi è sempre costata meno, almeno rispetto all'Italia.

pfabio 1 mese fa su tio
Ma visto che la direzione é quella , perché non iniziare ad installare nelle stazioni di servizio una colonnina superfast per la mobilità elettrica. Chiaro che é un investimento ma se la direzione sembra quella. In piú , con una sosta di almeno 5 minuti per ricaricare , il cliente molto probabilmente berrà un caffè al bar della stazione di servizio.

M70 1 mese fa su tio
hanno alle dipendenze solo personale frontaliere...piangeranno come piangono tanti ticinesi

Flet 1 mese fa su tio
Poveretti piangono sempre! Con la scusa che il trasporto carburante costa!! Maioni

RemusRogue 1 mese fa su tio
Finita la pacchia... vergognoso che per pagare meno su suolo CH si debba pagare in euro...

Panoramix il Druido 1 mese fa su tio
Risposta a RemusRogue
Ricordo, ormai parecchi anni fa, quando il cambio €/CHF era arrivato a 1.65 fr. per 1 €, che l'Iper di Varese applicava un cambio fittizio di 1.45 a chi pagava in contanti in franchi. Si chiama strategia di marketing, e ogni commerciante la applica come meglio crede. Puoi sempre cambiare un po' di franchi in euro e pagarci la benzina; io l'ho fatto.

RemusRogue 1 mese fa su tio
Risposta a Panoramix il Druido
Il discorso è che pagare con moneta estera nel proprio paese per risparmiare è vergognoso ed è una pratica che dovrebbe essere vietata, se fosse praticata da tutti i commercianti sparirebbero i Franchi Svizzeri, ripeto è vergognoso.

Equalizer 1 mese fa su tio
Rampini, ti sei svegliato tardi, anche nelle imposte non puoi dedurre le imposte dell'anno prima, quindi tasse sulle tasse, da sempre purtroppo, ma non bastano mai visto che abbiamo un apparato statale paragonabile a quello Greco.

Ala 1 mese fa su tio
Alla faccia di prima i nostri io non faccio più diesel in svizzera da più di un anno. Domenica esattamente 29ct in meno rispetto ai nostrani. Che poi prima di reclamare dovrebbero spiegarci perché sul confine sud costa il 10% in più rispetto al Malcantone. Ma in realtà abbiamo veramente bisogno di decine e decine di stazioni inutili gestite da frontalieri? Le tre famiglie ticinesi di pompisti continuano a mantenere alti i prezzi invocando i costi del Reno per poi rifornirsi a Trecate.... Che vadano a quel paese

mestesso 1 mese fa su tio
Il diesel va giù 🤣🤣🤣, che barzelletta! Settimana scorsa ho fatto diesel in periferia a Milano a €1,63, questo é un prezzo che si avvicina se pur lontanamente al ragionevole.

Voilà 1 mese fa su tio
Risposta a mestesso
1.63, se l'Euro fosse a 1.20 Fr. equivarrebbe a 1.95 Fr.

Steex33 1 mese fa su tio
Anni passati a mungere i ticinesi. alzando sistematicamente i prezzi perché "tanto costiamo meno che in Italia" e ora piangono misera? vergognatevi!

Mastro78 1 mese fa su tio
Risposta a Steex33
👍🏼
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