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BLENIO«Forse sono stato inutile»

10.01.24 - 06:30
È il dubbio che emerge da "Servito a zero", portato in scena da Gianluca Grossi. Uno spettacolo che spezza il mito del reporter di guerra.
Foto Resy Canonica / Redea Production
«Forse sono stato inutile»
È il dubbio che emerge da "Servito a zero", portato in scena da Gianluca Grossi. Uno spettacolo che spezza il mito del reporter di guerra.

BLENIO - Dopo l’exploit di Ascona, ora salirà sul palco del Cinema Teatro Blenio di Acquarossa. Il reporter di guerra Gianluca Grossi porterà in scena il suo “Servito a zero”, monologo che sta suscitando discussione per i temi sollevati. L’appuntamento è per sabato 13 gennaio alle 20.30. Con Grossi, i musicisti Danilo e Francesco Boggini.

Partiamo dall’incipit. Un vecchio reporter di guerra sta per ricevere un premio “alla carriera” da un’accademia.
«A quel punto il protagonista entra in crisi. Inizia a farsi domande sulla reale utilità di quanto ha fatto professionalmente. Si chiede se sia giusto essere premiato solo per avere mostrato e raccontato la guerra. Un premio sarebbe giustificato solo se con il suo lavoro avesse reso impensabile la guerra».

Riflessioni profonde. Ossessive.
«Sì. A tal punto che non si capisce più quando finisce la realtà e quando inizia la follia. Una cosa è certa: il protagonista ritiene ipocrita questo premio».

Quanto c’è di autobiografico in questo spettacolo di cui lei è autore?
«Non rifiuto la possibilità che il pubblico veda in questo personaggio Gianluca Grossi. Per un reporter è difficile concludere che di fronte alla guerra non si possa fare nulla. Psicologicamente è complicato accontentarsi».

Un reporter di guerra però ha come compito riportare i fatti. Non salvare il mondo.
«È vero. Ma è un po' come se un medico si accontentasse di fare una radiografia a una gamba fratturata per consegnarla alla storia della medicina, congedando il paziente con un “Mi spiace, ma io di più non posso fare"».

Attualmente "ci interessano" maggiormente le guerre in Ucraina e nella Striscia di Gaza.
«La vicenda della Striscia di Gaza sembra ripetersi. Io l'ho raccontata più volte. Sebbene i numeri dei morti siano diversi, resta una realtà già vista in passato. Questo fa pensare. Ti chiedi: a cosa sono servito? A cosa sono serviti i miei colleghi, quelli che lì sono stati uccisi dalle bombe?»

Il protagonista della pièce vive una sensazione di smarrimento proprio per questo.
«Sì. E alla fine dello spettacolo deciderà di ricorrere a un gesto scandaloso. “Servito a zero” spezza il mito del reporter di guerra. La gente ti chiede: hai mai avuto paura? Dieci, cento, mille volte. Perché non chiede: che fine hanno fatto le persone di cui hai raccontato l’esistenza durante gli anni da inviato? Non è una situazione facile da gestire».

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COMMENTI
 

rosi 6 mesi fa su tio
ho visto lo spettacolo ad Ascona, spettacolo intenso, duro, porta lo spettatore a riflettere sulla stupidità della guerra. Bisognerebbe che Grossi parlasse di più qui da noi, facendo conferenze, incontri per ribadire che la guerra porta solo dolore, rabbia e questo sia da una parte che dall'altra di chi é in conflitto.

Ciulindo.47 6 mesi fa su tio
Risposta a rosi
Come diceva nel suo celebre libro “Della guerra” il generale dell’esercito prussiano Carl von Clausewitz “la guerra non è altro che la continuazione della politica con altri mezzi”. Dunque, per logica analogia, la guerra è tanto stupida quanto ciò che la determinata.

Mr.Angus 6 mesi fa su tio
Inutile non è stato G.G.. Inutile è poter credere di cambiare la fragilità umana. La storia si ripete e le guerre continueranno fino ad annientarci reciprocamente. E alla fine avremo solo dimostrato il vero lato oscuro intrinseco all’uomo e da terra torneremo terra.
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