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In sedia a rotelle e attaccato a un respiratore: tutta la forza di Marco

LOSONEIn sedia a rotelle e attaccato a un respiratore: tutta la forza di Marco

07.03.23 - 06:30
Tra i candidati al Gran Consiglio ne risalta uno in particolare. Porterà avanti i diritti delle persone con disabilità. Il video.
Foto di Davide Giordano
Marco con mamma Gianna e papà Biagio.
Marco con mamma Gianna e papà Biagio.
In sedia a rotelle e attaccato a un respiratore: tutta la forza di Marco
Tra i candidati al Gran Consiglio ne risalta uno in particolare. Porterà avanti i diritti delle persone con disabilità. Il video.

LOSONE - La prima caratteristica che spicca è una sana autoironia. Marco Altomare, 29enne di Losone, si presenta in tutta la sua naturalezza. La sua candidatura al Gran Consiglio, nelle fila della Giso (Gioventù Socialista), non poteva passare inosservata. In molti, vedendo le sue foto sui social, si saranno chiesti chi è questo ragazzo che vive su una sedia a rotelle ed è collegato a un respiratore. «Mi voglio battere per i diritti delle persone con disabilità. E non solo. Vorrei che certi servizi o edifici fossero accessibili a tutti. Anche alle categorie più fragili. Penso ad esempio agli anziani. Accessibilità e inclusione sono le mie parole chiave». 

Una famiglia coraggiosa – Laureato in storia («Una materia che ti aiuta a capire il presente»), appassionato di cinema e di calcio, Marco abita in una casa in cui la domotica è molto presente. E se Marco è riuscito a farsi strada, nonostante una distrofia muscolare, è anche merito dei suoi genitori, Gianna e Biagio. «Quando si trattava di iniziare le elementari, proposero ai miei genitori di mettermi in una scuola speciale. Loro lottarono affinché io potessi essere incluso in una scuola "regolare". E così è stato».

Le difficoltà vissute in prima persona – Non tutto è stato facile. Anzi. «L'aula era al primo piano e per arrivarci dovevo salire su un montascale e aspettare che qualcuno lo manovrasse. E pensare che di aule al piano terra ce n'erano diverse. Dicevano che non erano utilizzabili a scopo didattico. Sarebbe stato interessante avere una rampa o un ascensore. Il montascale era troppo lento, perdevo gran parte della ricreazione. Un'aula al piano terra avrebbe risolto tanti problemi, mi avrebbe restituito la mia autonomia».

Il dinosauro che veniva preso in giro – Non è la prima volta che Marco si espone in pubblico. All'età di 6 anni pubblicò "Il piccolo dinosauro con i colori di due razze". Un libro per bambini che parla di diversità. «Non sapevo ancora scrivere. Io ho fatto i disegni e ho dettato a mia mamma la storia. Il protagonista è un dinosauro diverso rispetto agli altri. Viene preso in giro e deriso. Ma a un certo punto farà qualcosa di grande. E sarà accettato. Forse era già un grido per dire "io ci sono". Non lo so quanto questa volontà fosse conscia». 

Una malattia progressiva – Il 29enne di Losone parla poi della sua malattia. «È una malattia genetica. C'è un errore nella codifica del DNA. E quindi manca la distrofina che è una proteina che protegge i muscoli dalle infiltrazioni delle cellule grasse. In qualche modo io vado progressivamente a perdere massa muscolare. E più in generale perdo determinate funzioni corporee. Anche per questo oggi ho bisogno di un respiratore. La mente per fortuna è bella tosta. Il corpo invece non funziona tanto bene». 

Testimonianza forte – La carrozzina di Marco è stata costruita su misura. A seconda delle sue necessità. Dalla sua sedia a rotelle può addirittura comunicare via Whatsapp con parenti o amici. «Sono una persona che non molla mai. Penso che raccontare la mia storia possa contribuire a migliorare il livello di conoscenza della problematica della disabilità nella società. Ho pensato di mettermi in gioco. Ma non è neanche tanto facile esporsi così tanto».  

 

 

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