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CANTONE / STATI UNITIIl Ticino splende a New York, e attira turisti: «L'estate 2022 sarà un successo»

12.08.22 - 06:30
Nel team che promuove la Svizzera nella Grande Mela ci sono anche due ticinesi
Svizzera Turismo
Il Ticino splende a New York, e attira turisti: «L'estate 2022 sarà un successo»
Nel team che promuove la Svizzera nella Grande Mela ci sono anche due ticinesi
Tra scambi, percezioni, e cene a base di raclette, ci hanno raccontato com'è vivere a New York e cosa pensano di noi gli statunitensi

NEW YORK - Recentemente in una delle piazze più note del mondo - stiamo parlando dell'americana Times Square, a New York - sono apparse le foto della Svizzera e del Ticino, grazie a una campagna di Svizzera Turismo.

Come mai? Perché «il Nord America è uno dei mercati più importanti per la Svizzera», ci hanno spiegato da Svizzera Turismo. «Dopo la Germania è il secondo mercato straniero più importante a livello di pernottamenti. L’anno 2019 è stato un anno record per noi, la soglia dei pernottamenti dagli Stati Uniti ha sorpassato i due milioni. Siamo fiduciosi che l’estate 2022 sarà un successo, anche per il Ticino. I dati di giugno sono molto promettenti e praticamente al livello del 2019, il Ticino ha addirittura avuto un lieve aumento di pernottamenti dagli Stati Uniti quest’anno (in giugno), rispetto al 2019». 

Nel team che promuove il nostro Paese e il nostro Cantone ci sono anche due ticinesi: Paolo Lunardi da Gordola, che è a New York da circa sette anni e che lavora per Svizzera Turismo da quasi 10 anni, e Oliver Galijas da Lugano, nella Grande Mela da poco più di un anno.

Di cosa vi occupate presso Svizzera Turismo?

Paolo: «Sono responsabile delle Trade Relations per il Nord America, quindi dirigo il team che lavora con i Tour Operators, agenzie di viaggio e qualsiasi ente che organizza viaggi per promuovere la Svizzera come meta turistica».

Oliver: «Io ricopro il ruolo di Project Manager per il dipartimento Trade e MICE nel mercato Nordamericano. Nel dipartimento Trade (commerciale) collaboro a stretto contatto con tour operator e agenzie di viaggio per promuovere le destinazioni e attrazioni turistiche Svizzere. Uno degli obiettivi principali è cercare d'includere i prodotti turistici svizzeri nei pacchetti di viaggio dei tour operator, dato che molti turisti americani fanno ancora molto affidamento a pacchetti di viaggio preconfezionati è di vitale importanza essere presenti in questo settore».

Qual è la missione di Svizzera Turismo in Nord America?

Paolo: «Svizzera Turismo ha il compito principale di promuovere la Svizzera come meta ideale per vacanze, viaggi e congressi/Incentive. L’obiettivo è quello di attrarre nuovi ospiti, incrementare il numero di pernottamenti, prolungare la durata media del soggiorno e promuovere una tipologia di viaggio sostenibile. Tutto questo lo raggiungiamo con delle mirate campagne marketing che raggiungono diversi segmenti, tramite numerosi strumenti (attività media, digital marketing, trade, marketing classico etc). Un esempio di attività promozionale è la campagna attuale a Times Square».

Personalmente, come è vivere a New York, arrivando dal Ticino?

Paolo: «New York è sempre stata una delle mie mete preferite e ho sempre avuto il desiderio di viverci. Non trovo molte similitudini con il Ticino a dire il vero. È una città molto intensa, frenetica, a volte la vita non è sempre rose e fiori qui (nel senso che sei veramente uno fra milioni e in certe circostanze impari a “farti valere”) però una città che offre tantissimo sotto ogni punto di vista. Incontri un sacco di gente interessante. Ogni quartiere della città sembra un’altra città e non ci si annoia mai».

Cosa vi manca di più del Ticino, che non c'è a New York?

Oliver: «A New York c’è di tutto, è una città che offre moltissimo sotto tutti gli aspetti, però, nonostante ciò, la mancanza di casa e degli amici talvolta si fa sentire. In Ticino siamo abituati a poterci spostare a passo d’uomo in città in tutta tranquillità e abbiamo la fortuna di avere accesso in maniera immediata a montagne, laghi e fiumi. New York, è una metropoli di notevoli dimensioni e gli spostamenti verso le località più quotate (dalle montagne alle spiagge) possono richiedere fino a due ore di viaggio, imponendo una programmazione anticipata e lasciando poco spazio a improvvisazioni dell’ultimo minuto. Infine, nonostante a New York si possa provare ogni tipo di cucina, mi piacerebbe poter spendere più serate in compagnia in uno dei nostri grotti ticinesi».

Come è stato il periodo della pandemia? New York è stata colpita in modo particolarmente duro.

Paolo: «Quando sei abituato a vivere NY in un certo modo, diciamo che il periodo pandemia era piuttosto impressionante. Molte persone hanno lasciato la città, ovviamente i turisti non c’erano (e NY ne ha parecchi), diversi negozi hanno chiuso i battenti,.. quindi soprattutto all’inizio era una città fantasma. Ricordo giri in bicicletta tra le strade che di solito sono le più trafficate (ad esempio Times Square) dove non girava un’anima... Diciamo che è stato un periodo interessante e sicuramente un’esperienza particolare vivere NY in quel modo. Il nostro lockdown non era così severo come in tante altre città in Europa, potevamo uscire e il fatto di vivere vicino a Central Park mi ha sicuramente aiutato».

Cosa vi rispondono gli statunitensi quando dite che siete svizzeri? Conoscono il Ticino?

Oliver: «Gli statunitensi hanno un’ottima immagine della Svizzera e per molti di loro si trova in cima alla loro lista di nazioni da visitare. Le persone che ho incontrato negli Stati Uniti e che hanno avuto modo di visitare la Svizzera ne apprezzano soprattutto la tranquillità e l’aria fresca, i maestosi paesaggi, la pulizia, il fascino e l’efficienza dei nostri treni, tutti fattori che noi svizzeri talvolta diamo per scontati. A livello culinario posso garantire che gli statunitensi apprezzano particolarmente i piatti tradizionali svizzeri a base di formaggio come la fondue e la raclette. Lo scorso inverno, durante un fine settimana di sci tra le montagne dello stato di New York, ho preparato a una decina di amici statunitensi una tipica raclette svizzera, non è avanzata una singola fetta di formaggio».

Conoscono il Ticino?

Oliver: «Gli statunitensi sono estremamente affascinati dal Lago di Como, il quale conoscono piuttosto bene, e quando vengono a sapere che nelle prossimità in Svizzera vi è una regione italofona con un contesto naturale e paesaggistico simile, ne rimangono sempre molto affascinati e incuriositi. Sono convinto che il binomio tra qualità Svizzera e “italianità” del quale godiamo in Ticino continuerà di attirare l’interesse di molti nuovi turisti negli anni a venire».

Girando la domanda: gli americani sono come ve li aspettavate?

Paolo: «Ho viaggiato in diversi luoghi negli Stati Uniti, NY è una sorta di “bolla” a sè, difficile da paragonare con il resto degli Stati Uniti. Soprattutto perché NY è un luogo dove un sacco di numerose culture e nazionalità s’incontrano. Diciamo che vivendo in un posto vedi il tutto con diverse chiavi di lettura, e questo vale anche per la gente che ci vive. Quindi diciamo che s’imparano diverse cose che sono difficile da prevedere prima di arrivare in un posto. È un popolo molto positivo (“yes, we can”) e questo si è visto anche durante la pandemia».

E nel tempo libero?

Oliver: «Paolo e io condividiamo entrambi la passione per il tennis. In estate capita di andare a fare due colpi sui campi di Manhattan lungo il fiume Hudson o a Flushing Meadows, l’impianto tennistico degli US Open. Agli inizi di settembre ci divertiamo ad andare a vedere qualche partita degli US Open dove abbiamo la possibilità di ammirare i migliori tennisti al mondo. Tra l’altro, aneddoto simpatico, al mio arrivo a New York abbiamo scoperto di aver effettuato un campo di allenamento insieme con il tennis club Gordola a Saas-Fee, nel lontano 2003».

Non solo New York: a breve prenderete parte di una fiera a Las Vegas?

Paolo: «Il mio lavoro prevede anche diversi viaggi (conferenze, eventi organizzati da noi etc) e fra una settimana andrò a Las Vegas per una delle conferenze più importanti del settore, dove incontreremo molte agenzie di viaggio che si focalizzano sui viaggi di lusso».

Oliver: «A ottobre con il dipartimento MICE abbiamo in programma la partecipazione ad IMEX 2022, una delle fiere più importanti a livello mondiale per l’industria congressuale. Sarà nostro compito rappresentare la Svizzera e cercare di promuovere al meglio le destinazioni e strutture elvetiche che ambiscono ad attirare l’interesse di questo settore nel mercato Nordamericano».

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