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CANTONEDi notte il caldo non ci fa dormire, e di giorno siamo rimbambiti

26.07.22 - 06:30
Da settimane si dorme poco. Con quali effetti per il nostro organismo? Lo spiega lo specialista Mauro Manconi.
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Di notte il caldo non ci fa dormire, e di giorno siamo rimbambiti
Da settimane si dorme poco. Con quali effetti per il nostro organismo? Lo spiega lo specialista Mauro Manconi.
Temperature torride anche quando arriva il buio. Conseguenze a livello di lucidità e di sistema nervoso. E alcuni potrebbero metterci un po' a riprendere un ritmo normale.

LUGANO - Quella tra domenica e lunedì per molti è stata una notte da incubo. Afosa. Soffocante. Appiccicosa. Meteo Svizzera non ha usato mezzi termini nel definirla una delle dieci notti più calde di sempre in Ticino. A Lugano la minima è stata di 23,8 gradi, a Locarno Monti di 23,7. «In queste condizioni – evidenzia Mauro Manconi, responsabile della Medicina del sonno del Neurocentro della Svizzera italiana – chi già ha problemi a dormire, soffre ancora di più. Lo vediamo coi nostri pazienti. Nelle ultime settimane è aumentato anche il consumo di sonniferi». 

Si salva chi abita sopra una certa altitudine o chi ha l'aria condizionata. 
«L'ideale per un buon sonno sarebbe dormire a una temperatura tra i 18 e i 19 gradi. Se la temperatura in camera supera i 22 gradi sicuramente ci saranno conseguenze. Dapprima per il sonno REM, quello in cui si sogna e che è più sensibile alle alte temperature. In seguito, all’aumentare del calore, anche per la fase di sonno più profonda (NREM). Insomma, ne deriva un sonno frammentato e di scarsa qualità». 

È da diverse settimane che fa caldo di notte. Un'insonnia può nascere anche così?
«Al momento non si dorme per cause oggettivamente indotte dall'ambiente esterno. È chiaro che se una situazione simile dovesse perdurare per due mesi qualcuno potrebbe avere difficoltà nel ritrovare un ritmo normale».  

Come prevenire?
«Prima di tutto, a meno che non ci sia una prescrizione medica, eviterei i sonniferi. Questo per escludere poi un'eventuale dipendenza una volta che le temperature scenderanno stabilmente. Occhio all'idratazione, possibilmente con la giusta dose di sali minerali. Solo nelle due ultime due ore prima di coricarsi si dovrebbe rallentare col bere. Aprire la finestra può essere utile, ma attenti a luce, rumori e zanzare». 

Altri suggerimenti?
«L'ambiente in cui dormiamo va raffreddato in anticipo. Tenendo le tapparelle abbassate durante le ore di insolazione. Arieggiando con un ventilatore o un rinfrescatore nelle ore prima di coricarsi. Occorre inoltre creare una condizione di buio completo. Evitiamo i vestiti, tranne gli abiti di cotone molto leggeri, che possiamo anche rinfrescare in frigorifero prima di indossare».

Docce fredde?
«Può essere di aiuto fare una doccia tiepida prima di coricarsi oppure bagnarsi con acqua fredda la nuca, i polsi e le caviglie».

C'è chi si sposta per cercare refrigerio...
«Spostarsi a dormire nella zona più fresca della casa può essere una soluzione. Così come evitare di dormire vicini a un partner o con animali domestici. Bisogna pensare che il nostro corpo nel corso della notte si raffredda, raggiungendo il picco minimo verso le tre. Se non lo raggiungiamo, difficilmente ci si addormenta». 

Si dice che le ore più protette per dormire in condizioni del genere siano quelle tra la una e le quattro.
«È così. E conta molto anche la postura. Più si sta fermi mentre si dorme e meno ci si scalda».

Qualche altro consiglio?
«Strumenti elettronici e fonti luminose scaldano e vanno banditi nell'ora prima di chiudere gli occhi. Anche perché riducono la produzione di melatonina, che facilita la discesa della temperatura corporea». 

Le cose miglioreranno. Intanto però tanta gente è rimbambita dal poco sonno. 
«È comprensibile. Non siamo però nel campo della patologia. Al momento il caldo notturno si traduce in poco riposo e in scarsa lucidità durante il giorno. Si può tuttavia recuperare in fretta».

 

 

 

 

 

 

 

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