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CANTONE«Siamo fortunati a vivere in Svizzera. Il Ticino ce la farà»

06.07.21 - 10:18
Il Gruppo strategico per il rilancio del Paese presenta gli obiettivi economici da perseguire nel nostro cantone.
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CANTONE
06.07.21 - 10:18
«Siamo fortunati a vivere in Svizzera. Il Ticino ce la farà»
Il Gruppo strategico per il rilancio del Paese presenta gli obiettivi economici da perseguire nel nostro cantone.
Secondo alcuni studi, la Svizzera è la prima della classe a livello internazionale nella gestione economica della crisi.

BELLINZONA - Una strategia difensiva, quella messa in atto contro la pandemia, protrattasi per molti mesi. Ma ora, si passa all'attacco. E le autorità cantonali puntano a rilanciare l'economia ticinese.

Nel mese di aprile del 2020, in piena emergenza Covid-19, è stato costituito il Gruppo strategico per il rilancio del Paese, con l’obiettivo di monitorare la situazione congiunturale del Canton Ticino e individuare i cambiamenti strutturali indotti e dei possibili ambiti d’intervento per accompagnare la fase di ripresa. Il Dipartimento delle finanze e dell'economia (DFE) presenta oggi in conferenza stampa a Bellinzona i principali risultati emersi dalle riflessioni del Gruppo strategico.

Ticino meglio che altri cantoni - Mauro Baranzini, professore emerito dell’Università della Svizzera italiana e primo relatore, presenta la situazione economica del Paese e le conseguenze portate dalla pandemia. «Viviamo in un paese solido da un punto di vista economico, e anche resiliente». Diversi istituti di ricerca internazionale mettono la Svizzera in prima posizione come reazione alla pandemia, aggiunge.  «Anche il Fondo monetario internazionale ha detto che la Svizzera è stato il Paese che si è comportato meglio dal punto di vista economico e finanziario». Per quanto riguarda la contrazione del PIL avvenuta lo scorso anno, dovremmo quest'anno recuperare il 3,6%, mantenendo la disoccupazione a bassi livelli, spiega Baranzini. Il Ticino sta seguendo molto bene l'andamento dell'economia nazionale, in molti settori ha avuto una perdita percentuale di posti di lavoro minore che nel resto della Svizzera. E li sta recuperando meglio che in altri cantoni. 

Sguardo al futuro - «C'è incertezza sull'influenza che le varianti avranno sull'andamento economico futuro», sottolinea Baranzini. Aggiunge poi che i flussi migratori sono stati negativi nel nostro cantone, e che l'arma principale da giocare è dunque la formazione. «Il Ticino ce la farà», rassicura infine il Professore.

Timori e sollievo - Siamo stati l'unico cantone in Svizzera che ha subito un lockdown totale, ricorda poi Christian Vitta, il che ha destato grande preoccupazione in ambito economico. «Grazie alla diversificazione alla nostra economia e di imprese familiare è riuscito a stringere i denti, e oggi ci siamo riagganciati al trend che si sta registrando a livello svizzero, molto positivo sul piano internazionale».

Cosa si farà - Gli ambiti di intervento identificati dal gruppo strategico come importanti sono ricerca e innovazione, la formazione, l'amministrazione pubblica e le infrastrutture e la responsabilità sociale delle imprese.

Ricerca e innovazione - Queste le strategie di intervento decise nell'ambito della ricerca e dell'innovazione: moltiplicare gli investimenti nella ricerca scientifica e nella formazione universitaria, favorendo il trasferimento dal mondo accademico a quello imprenditoriale, accompagnare le aziende nella digitalizzazione, incentivare le aziende a ridurre l'impatto ambientale, puntando a una società rinnovabile al 100%. 

Formazione - Per quel che riguarda invece la formazione, gli obiettivi sono lo sviluppo delle competenze digitali, promuovendone l'integrazione nelle scuole e il potenziamento del dialogo tra aziende, Divisione della formazione professionale e famiglie. Si prevede poi di sviluppare ulteriormente l'orientamento professionale dei giovani, e di creare nelle scuole un piano di educazione alla parità di genere.

Amministrazione pubbliche e infrastrutture - La fruizione dei servizi pubblici essenziali diventerà possibile in versione digitale, aggiunge Vitta. Per far sì che i dati amministrativi siano accessibili in modo sicuro bisognerà rafforzare gli strumenti digitali esistenti. 

Responsabilità sociale delle imprese - In questo ambito sarà istituita la raccolta e l'analisi di informazioni rilevanti e relative all'impatto ambientale, economico e sociale delle aziende, allo scopo di promuovere e diffondere buone pratiche. Si punta poi a promuovere un turismo eco-sostenibile che contribuisca al benessere del territorio e che protegga l'ambiente, il patrimonio, la mobilità lenta, l'adeguamento ai cambiamenti climatici, la cultura e le tradizioni ticinesi. Si vuole infine incoraggiare una produzione rispettosa dell'ambiente e degli animali, promuovendo la conoscenza e il consumo di beni locali. 

Sul fronte lavoro - Claudia Sassi, Capo Sezione della Sezione del lavoro, presenta le statistiche relative all'indennità per lavoro ridotto in Ticino. Da marzo 2020 a marzo 2021 sono stati erogati aiuti in indennità per lavoro ridotto per il valore di 792,6 milioni di franchi. I lavoratori toccati in questa annata sono 42'303, e 5'908 aziende. 

Misure adottate per far fronte alla disoccupazione giovanile e over 50 - Fino a fine 2021 rimarrà attivo l'incentivo all'assunzione di giovane al primo impiego. Per quel che riguarda invece chi ha più di 50 anni il Gran Consiglio ha approvato il prolungamento da 12 a 18 mesi dell'assegno di inserimento professionale. È inoltre stata introdotta la figura del Job mentor, allo scopo di aiutare questa categoria a trovare un impiego.  

 

È il momento delle domande della stampa: 

Quali sono le priorità principali, Professor Baranzini, in tutti questi scenari?
«Le priorità le deciderà il Consiglio di Stato, ma io darei grande priorità alla formazione. È importante per frenare il deflusso demografico dei giovani fuori cantone». 

Presenti alla conferenza stampa:
Christian Vitta, Consigliere di Stato e Direttore del DFE
Stefano Rizzi, Direttore della Divisione dell’economia
Claudia Sassi, Capo Sezione della Sezione del lavoro
Mauro Baranzini, Professore emerito dell’Università della Svizzera italiana

 

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