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LUGANO«Quei bambini di Nairobi che hanno cambiato la mia vita»

14.05.21 - 00:00
«È nel dare che si riceve»: il volontariato raccontato da chi lo compie da anni.
Foto Ostinelli
«Quei bambini di Nairobi che hanno cambiato la mia vita»
«È nel dare che si riceve»: il volontariato raccontato da chi lo compie da anni.
Dieci anni fa nasceva l'associazione Watoto Wa Baraka Ticino per volontà di un gruppo di amici. Il presidente Roberto Ostinelli spiega come si è sviluppato il progetto

LUGANO - In un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo, è bello constatare che ci sono persone disposte ad impiegare parte del loro tempo per fare del bene agli altri e, in particolare, ai meno fortunati. I membri dell’associazione di volontariato Watoto Wa Baraka Ticino rientrano tra coloro che fanno della solidarietà e dell’altruismo i valori esistenziali più importanti, supportando i bambini orfani africani che vivono in alcune zone di Nairobi, organizzando raccolte fondi e promuovendo l'adozione a distanza. Il Presidente di WWB Ticino, Roberto Ostinelli, racconta la sua esperienza come volontario.

Quando e come è nato l’interesse per il Kenya?
«È nato circa dieci anni fa, in seguito ad un’esperienza di volontariato fatta a Nairobi insieme ad un amico. Dopo quel primo viaggio, che è stato particolarmente intenso e ricco di emozioni, ho sentito il bisogno di continuare a fare qualcosa di utile. Da qui l’idea dell’associazione, che è nata e si è sviluppata anche grazie alla volontà di amici, colleghi e conoscenti che, insieme a me, hanno creduto nel progetto».

Quante volte all’anno si reca in Africa?
«Gli altri volontari ed io, ci rechiamo in Kenya solo una volta all’anno; il nostro impegno si svolge per lo più a distanza, ma lavoriamo in sinergia con un’altra associazione che è presente a livello locale e che è costituita da operatori sociali che seguono i bambini quotidianamente, assicurandosi che stiano bene e che vadano a scuola».

Come vivono la scuola i bambini di Nairobi?
«La vivono con serietà; si impegnano molto e hanno un fortissimo senso del dovere. Ciò che meraviglia di più è che sono davvero solidali fra di loro, a scuola così come nella vita. Inoltre, sono particolarmente grati e riconoscenti per ciò che ricevono sia dall’ambiente scolastico sia dai volontari».

È importante per voi l’istruzione di questi ragazzi?
«Direi che per noi è fondamentale. Infatti, il nostro desiderio più grande è quello di garantire a tutti loro la possibilità di andare a scuola, di costruirsi un futuro solido che solo chi studia può sperare di avere. Per questo, il nostro impegno è principalmente volto ad assicurarci che i nostri ragazzi, istruendosi, si creino un avvenire».

Ora le scuole sono chiuse?
«Sì, purtroppo, anche il Kenya ha vissuto il dramma causato dal virus e, ancora adesso, i bambini non possono andare a scuola, in quanto i luoghi di istruzione continuano ad essere chiusi. Fin dall’inizio della pandemia, l’associazione locale con la quale lavoriamo ha intrapreso un’opera di sensibilizzazione verso le famiglie e ha invogliato i ragazzini a studiare da casa».

Qual è la cosa più bella per chi fa volontariato?
«Le emozioni che si provano sono molto forti. Nel mio caso, la gioia e l’emozione più grande è vedere questi bambini crescere, formarsi e diventare bravi adulti. Stare a contatto con loro e con una realtà così diversa dalla nostra, insegna davvero tanto. Per questo, il mio ringraziamento va agli amici, ai sostenitori, a tutte le persone che continuano a rendere possibile tutto questo».

«L'istruzione mi ha dato prospettive migliori»
“Istruzione = futuro”: questo è il motto dell’associazione WWB Ticino, che da anni si impegna nell’aiutare i bambini a diventare adulti, assicurandogli la possibilità di studiare. Fra le soddisfazioni più significative provate dai membri dell’organizzazione, rientrano i traguardi raggiunti da Teresia, ormai giovane donna, che è riuscita a completare nel migliore dei modi il suo percorso di studi. Infatti, la ragazza si è laureata e ora lavora come operatrice sociale mettendosi, quindi, a disposizione degli altri. «Le abbiamo organizzato una festa di laurea durante la quale ci ha consegnato una lettera molto commovente» racconta Roberto Ostinelli; in particolare, ad essere rimaste impresse nella mente e nel cuore del Presidente sono queste parole scritte da Teresia: «Ho imparato l’importanza di donare e condividere, ho imparato a non mollare mai e ad essere grata».

COMMENTI
 
Ro 1 anno fa su tio
Son quelle notizie che rincuorano in questo mare di violenza.
Don Quijote 1 anno fa su tio
Complimenti ragazzi, meno male che c'è gente come voi che mantiene il contatto con la realtà della sofferenza umana, la politica non ha tempo perché si deve occupare a tempo pieno della CO2 antropica.
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