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03.02.2021 - 07:030
Aggiornamento : 07:58

Sotto analisi la mente di 1'001 ticinesi

Ha preso il via l'indagine per rilevare disagio psicologico, nervosismo, disturbi del sonno e senso di solitudine

Il progetto "Alleanza contro la depressione" permetterà di ottenere una "fotografia" dello stato di salute della popolazione a quattro anni di distanza dall'ultima.

BELLINZONA - In primavera in Svizzera la percentuale di persone con gravi sintomi depressivi era del 9%. A novembre si è passati al 18% (dati dello Swiss Corona Stress Study). Ma prima della pandemia di coronavirus parlare di depressione non sempre era così semplice. Soprattutto perché i pregiudizi a volte sono peggiori della malattia, che ha molte facce e può colpire chiunque. Anche per questo in Ticino è attivo il progetto “Alleanza contro la depressione” che punta a promuovere la salute mentale, ottimizzare la presa a carico e coordinare una rete di sostegno. Ma l’ultima “fotografia” dello stato di salute dei ticinesi risale al 2017.

Ecco perché, proprio in questi giorni è stata avviata un’indagine rappresentativa della popolazione residente. «Lo stesso questionario utilizzato quattro anni fa raccoglierà i pareri e i sentimenti di 1’001 persone tra i 18 e i 70 anni», ci spiega la capo progetto Manuela Vanolli. L’obiettivo è, tra le altre cose, rilevare il disagio psicologico, il nervosismo, i disturbi del sonno e il senso di solitudine dei ticinesi.

L’indagine non si concentra sui cambiamenti sullo stato di salute legati alla pandemia. Ma consentirà un confronto puntuale rispetto alla situazione del 2017. «Non sarà possibile attribuire un nesso causale al Covid-19, ma ci consentirà di avere una fotografia aggiornata della salute della popolazione - precisa Vanolli -. Sarà interessante vedere se nel 2021 le cose sono cambiate totalmente». Lo studio, insomma, era già previsto, ma il particolare periodo potrebbe incentivare la riflessione e la disponibilità ad aprirsi delle persone.

«Indaghiamo soprattutto su disagio psichico, disagio psicologico, nervosismo, sonno, benessere psico-fisico», aggiunte la capo progetto. Che però precisa: «È chiaro che non chiediamo alle persone di auto-diagnosticarsi». In sostanza, per sapere come sta la mente dei ticinesi bisognerà attendere l’estate, quando ci saranno già i primi risultati più importanti. E, forse, la fotografia del 2021 porterà anche le cicatrici dovute agli ultimi dodici mesi “complicati” che abbiamo vissuto.

Nel frattempo il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), in collaborazione con Salutepsi.ch, ha pubblicato l’opuscolo per “Prendersi cura di sé anche in tempi difficili”. Che certo non fungerà da bacchetta magica, ma fornisce piccoli accorgimento da utilizzare nel quotidiano che possono aiutare a stare meglio. «Ognuno ha delle risorse interne - conclude Manuela Vanolli -. Magari leggendo l’opuscolo, si attiva una risorsa che in questo momento è “dormiente”. È chiaro che la situazione attuale è molto complessa, ma ci sono cose che possiamo controllare. Ad esempio come affrontare la giornata è una scelta consapevole. E dobbiamo prendere consapevolezza di cosa può farci stare bene».

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