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31.12.2020 - 17:170

«Accendete le insegne come segno di speranza... o protesta»

Il presidente di GastroTicino invita i soci a lanciare un messaggio di rivendicazione, protesta o semplicemente augurio

I gerenti sono invitati a postare le foto sui social. E sul salvagente del take away dice: «Sono pochi quelli che riescono a far quadrare i conti»

LUGANO - «Accendiamo l’insegna della speranza». Se tra poco, al calar della notte, vedrete il neon del vostro bar o ristorante preferito illuminato non pensate a un gerente distratto. È noto che dal 22 dicembre gli esercizi pubblici sono forzatamente chiusi e il morale del settore è quanto mai spento. Ecco perché Massimo Suter, presidente di GastroTicino, attraverso un post affidato a Facebook ha pensato di lanciare «un messaggio forte», chiedendo alla categoria di illuminare «la tristezza di una notte di festa che tale non sarà senza i nostri locali». E per rendere ancora più incisivo il messaggio, Suter ha invitato i gerenti ad esporre una sedia vuota davanti all’entrata del locale. Come «messaggio di rivendicazione-protesta o semplicemente di augurio a vostra scelta».

Un’idea nata oggi camminando, spiega lo stesso Suter a Tio/20Minuti: «Mi sono chiesto cosa potevamo fare per sensibilizzare, da un lato, la nostra clientela e, dall’altro, cercare di dare una scossa ai miei associati perché li vedo assai abbacchiati».

E parliamo allora di questo messaggio…
«L’insegna accesa simboleggia la speranza di poter ricominciare quanto prima l’attività in maniera lineare e graduale».

La sedia vuota, invece?
«È il veicolo per il cliente che oggi manca nonostante avrebbe voluto venire a festeggiare nei nostri locali. Magari qualcuno è contento di restare tra le mura di casa, ma non è il desiderio di tutti».

Il Capodanno era una delle serate importanti dell’anno, una delle tante che si sono perse nel 2020. Qualche ristoratore sta cercando di resistere con il take away. Quando riescono a barcamenarsi con il cibo da asporto?
«Sono sincero. Onestamente sono pochini a riuscire a far quadrare i conti. Serve una base di partenza, non ci si può inventare take away dall’oggi al domani. Ma soprattutto noto che non c’è più quella grande disponibilità da parte del cliente come in primavera. La stagione non aiuta, ma incide in particolare il fatto che tutti i negozi oggi sono aperti. Gli unici chiusi siamo noi».

Senza pandemia che serata sarebbe stata la sua?
«Noi storicamente (Suter gestisce il Ristorante della Torre a Morcote, ndr.) lavoravamo molto bene a Capodanno, fino alle 23 o 23.30, quando la gente si spostava in centro città a festeggiare o nelle rispettive abitazioni per il brindisi. Era la serata che faceva quadrare i conti e giustificava anche il restare aperti d’inverno che non è un periodo di alta stagione per Morcote e dintorni».

Come sarà la sua serata?
«Trascorrerò un Capodanno in famiglia, tra di noi. Erano decenni che non succedeva. Manca il lavoro, siamo nati per fare questo! Non dimenticateci».

Per dare visibilità all’iniziativa il presidente di GastroTicino invita i soci a postare le foto delle insegne accese di bar e ristoranti sui social con l’hashtag   #ilticinononsiferma

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