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LUGANO
17.12.2020 - 22:060
Aggiornamento : 18.12.2020 - 07:31

«In piazza c'erano troppi menefreghisti»

Roberto Badaracco sulla decisione di chiudere le casette natalizie: «Abbiamo voluto dare un segnale, in un momento duro»

Ma il municipale difende i mercatini: «Non hanno creato assembramenti, e le regole sono state rispettate»

LUGANO - Sono un simbolo del Natale, di per sé. E chiuderli è stato un gesto simbolico. Un segnale «del fatto che la città fa la sua parte». Domani è l'ultimo giorno dei mercatini di Lugano, per quest'anno: il Municipio ha deciso di sbaraccarli, in un giro di vite che - come annunciato oggi - riguarderà anche i parchi, gli autosili e la Pensilina Botta.

«Ma non è che i mercatini creassero realmente un problema di assembramenti» precisa a tio.ch/20 minuti il municipale Roberto Badaracco, capo del Dicastero cultura, sport ed eventi. La decisione «è legata alla situazione sanitaria generale» spiega. «Non volevamo contribuire a generare situazioni di contagio, certo, ma abbiamo anche lanciato un messaggio». 

Dopo le restrizioni decise dal Consiglio federale venerdì scorso - con le chiusure serali e nel weekend di negozi e locali - gli spazi pubblici a Lugano hanno assistito a un boom di frequentatori, giovani ma anche famiglie in cerca di svago. «Nei mercatini però i movimenti sono stati gestiti bene, secondo le disposizioni a suo tempo emanate, nel rispetto del distanziamento e delle norme di protezione» assicura Badaracco.

Qualche problema si sarebbe invece verificato nelle casette di "appoggio" agli esercizi pubblici affacciati su Piazza Riforma. «In teoria la gente doveva sedersi a consumare. Invece abbiamo visto troppo menefreghismo, molta gente prendeva le bibite e girava per la piazza a consumarle. Abbiamo dunque deciso di togliere completamente le strutture». 

Un danno economico per esercenti e commercianti? «Capiamo che la situazione non è facile, e per questo esenteremo gli affittuari dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico, anche per i giorni in cui è stato effettivamente occupato» conclude il municipale. «La cosa fondamentale era lanciare un messaggio di prudenza in un momento difficile. Solleciteremo anche la popolazione a utilizzare la mascherina nelle vie del centro cittadino, dove gli spazi sono stretti. Come Città non avevamo grandi margini, ma quello che potevamo fare, lo abbiamo fatto». 

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