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«Al posto del premio, ci danno la mascherina»

La grande distribuzione affronta il post-lockdown. Tra nuove regole e qualche malumore
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«Al posto del premio, ci danno la mascherina»
La grande distribuzione affronta il post-lockdown. Tra nuove regole e qualche malumore
Ai camionisti di Migros nessuna gratifica. In compenso, dovranno coprirsi il volto alla guida. «Così non è giusto». Ma la cooperativa risponde: «Salvaguardiamo la catena di rifornimento»
SANT'ANTONINO - Dividono, le mascherine obbligatorie. I camerieri sì, gli impiegati no. Gli universitari sì, gli allievi delle scuole dell'obbligo no. E nella grande distribuzione? Dopo mesi "al fronte", in Ticino i dipendenti...

SANT'ANTONINO - Dividono, le mascherine obbligatorie. I camerieri sì, gli impiegati no. Gli universitari sì, gli allievi delle scuole dell'obbligo no. E nella grande distribuzione? Dopo mesi "al fronte", in Ticino i dipendenti dei supermercati finalmente tirano un po' il fiato. Ma dalle retrovie si levano voci di scontento. 

Premi e mascherine - Le norme di protezione variano in base all'azienda, e alla mansione. Come pure le gratifiche. Coop ad esempio ha elargito un "premio speciale" a tutti i dipendenti, esentandoli dall'obbligo di coprirsi il volto sul lavoro «laddove non sia prescritto dall'autorità cantonale» spiega la portavoce Francesca Destefani.

«Liberi di scegliere» - La linea "morbida" prevale anche da Aldi, sia per i dipendenti in negozio che nei magazzini: «Sono liberi di scegliere se indossarle o meno» precisa Angelo Geninazzi, ma l'obbligo scatta dove non è garantita la distanza minima: «Ad esempio nelle casse tandem, dove siedono due cassieri alla volta». 

Qualche malumore - Migros ha una politica più rigida. Agli inizi di luglio, la catena ha introdotto la mascherina obbligatoria per i conducenti dei camion. Una misura che non è andata giù a tutti. «Guidiamo da soli, chi potremmo infettare?» lamenta ad esempio un autista. «Stare chiusi nell'abitacolo con il volto coperto, mi sembra una cosa assurda». 

Esclusi dai premi - La novità ha creato tanto più malumore in quanto, a fine giugno, i camionisti di Migros Ticino hanno scoperto di essere stati esclusi dai premi Covid – 500 franchi a testa – distribuiti dall'azienda. I 24 autisti del magazzino di Sant'Antonino hanno chiesto spiegazioni in una riunione con la dirigenza. «Non ci sembrava giusto. Abbiamo lavorato come tutti gli altri» protesta un altro dipendente. 

«Salvaguardiamo i rifornimenti» - La cooperativa chiarisce che «durante la fase critica, i camionisti sono stati sgravati da alcuni compiti per evitare contatti con i colleghi della vendita» i quali invece sono «stati sottoposti a un maggior carico di lavoro e stress». Quanto all'obbligo della mascherina «è stato introdotto solo nel magazzino di Sant'Antonino, per evitare che una quarantena blocchi la fornitura di tutti i negozi». I camionisti devono utilizzarla «solo se guidano veicoli condivisi da più conducenti» anche in momenti diversi. 

Azienda che vai... - Non così presso la concorrenza. Aldi esenta i camionisti dalla protezione «in quanto consegnano fuori dagli orari di apertura dei negozi e non hanno contatti diretti con altri dipendenti». L'azienda ha premiato «tutti i dipendenti nella vendita e nella logistica», non con denaro ma in buoni spesa (fino a 400 franchi a testa). Coop invece ha gratificato i dipendenti direttamente in busta paga, «come riconoscimento per il lavoro svolto durante il lockdown».  

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