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LOCARNO
03.07.2020 - 06:300
Aggiornamento : 10:54

Le meraviglie del Ticino viste dall'alto di un'altalena

Il progetto di Elisa Cappelletti e Fabio Balassi è destinato a chi cerca lo scatto “instragrammabile” perfetto

di Redazione
GAIA NANNINI

LOCARNO - Elisa Cappelletti e Fabio Balassi, 23 e 27 anni, diplomata in comunicazione visiva e progettista meccanico e videomaker, amano la fotografia. Il progetto “Swing the world” nasce con l’intento di scovare le più belle cornici naturali del nostro Cantone per scatti mozzafiato.

Com’è nata la vostra idea?
«Volevamo realizzare un’altalena da mettere in giardino perché Fabio, da piccolo, ne aveva una a casa sua, a Lionza nelle Centovalli. Mentre la producevamo, abbiamo pensato di appenderla in un luogo particolare per ottenere lo scatto perfetto. Abbiamo subito pensato alla cascata di Foroglio e ci siamo recati sul posto per fare una prima prova. Poi tutto il resto è venuto da sé».

Perché si chiama Swing the world?
«“Swing” tradotto in italiano significa “altalena” ed è anche un genere musicale dinamico e divertente. “World” (“mondo”) rappresenta il concetto di territorio in cui vengono posizionate le altalene, permettendoci di non avere confini».


CAPPELLETTI/BALASSI

Come funziona?
«Per la posa dell’altalena inizialmente selezionavamo delle location “instagrammabili”, poi siamo stati contattati anche da impianti o privati. Il luogo in cui mettiamo un’altalena deve essere suggestivo e deve trasmettere emozioni. Spesso è raggiungibile solo a piedi, ma l’energia è unica. Il passaggio successivo è andare sul posto e vedere se ci sono gli alberi ideali per la posa».

Come sono fatte le altalene?
«Utilizziamo legno di castagno o di robinia, materiali resistenti e ideali per l’esterno. Tagliamo il tronco a metà lasciando un lato curvo e l’altro piatto. Poi lo incidiamo col pirografo per scrivere il nostro nome Instagram e l’hashtag e prima della posa lo verniciamo. Le corde sono in polipropilene e resistono per anni ai raggi UV e alle intemperie. Abbiamo deciso di prenderle di color beige in modo da sembrare un materiale naturale, senza disturbare la natura circostante».

Attualmente dove si trovano?
«Finora ne abbiamo posate tre: una a Rasa nelle Centovalli, una a Foroglio in Val Bavona e l’altra sul lago Maggiore a Vira Gambarogno, al lido Shaka Beach».

Il vostro progetto può influire sul territorio?
«Crediamo che questa idea possa aiutare in maniera poco invasiva e naturale il turismo e il movimento in determinate aree che, normalmente, non verrebbero visitate. Ne abbiamo già avuto prova con i numerosi giovani e le famiglie che si recavano alle altalene.
Addirittura, alcuni ciclisti fanno il giro di tutte le altalene come una caccia al tesoro. L’entusiasmo nel vedere dove si troverà la prossima altalena rimane e questo ci motiva a continuare con il nostro progetto».

State già pensando alle altalene future?
«Abbiamo già in programma altre altalene da piazzare nelle prossime settimane. Vorremmo poterci espandere non solo il Ticino ma anche nel resto della Svizzera. E chi lo sa, forse più avanti uscire anche fuori dai confini elvetici».

Com’è il Ticino sopra un’altalena?
«Le sensazioni che trasmette quest’esperienza sono il senso di libertà e di divertimento. Per gli adulti è come tornare bambini. Poter dondolare in un luogo paradisiaco, sentirsi un tutt’uno con il paesaggio, ma da un punto di vista insolito!»


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Far conoscere luoghi forse mai frequentati
Il progetto a impatto zero che permette di scoprire i paesaggi più nascosti del Ticino, spesso lontani dal turismo di massa, sembra essere la chiave del successo durante l’estate del post Covid-19.

«Le nostre altalene hanno riscontrato molto successo e in poco tempo sono diventate un fenomeno virale. Sono numerose le fotografie pubblicate su Instagram da ticinesi e stranieri», spiega Elisa Cappelletti. «Avendo visto il forte impatto che ha avuto il nostro progetto, siamo certi che abbia contribuito a far conoscere luoghi che forse alcuni non avrebbero mai frequentato. La Svizzera e il Ticino dispongono di meraviglie naturali che spesso vengono ignorate a causa della scarsa conoscenza del territorio», continua Fabio Balassi. «Ora, avete un buon motivo per recarvi in posti finora a voi sconosciuti… Anche il nostro piccolo Ticino è ricco di gemme nascoste!». Un invito, dunque, a esplorare la nostra regione dall’alto di un’altalena.

G.N.

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