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La strada lungo il Vallone
AGNO
29.05.2020 - 20:220
Aggiornamento : 30.05.2020 - 09:41

«Galleria della circonvallazione: occhio che frana tutto»

Secondo il municipale Giancarlo Seitz il futuro tunnel andrà a toccare un pendio già instabile

Il Dipartimento del territorio tranquillizza: «La prossima fase sarà analizzare e definire il miglior tracciato». Magari entrando "più in profondità" nella montagna

AGNO - Non è il monte Toc, ma il pendio che sovrasta il Vallone tra Agno e Magliaso qualche preoccupazione la smuove. In particolare perché lì è previsto il passaggio, in galleria, della futura circonvallazione del Vedeggio. 

A puntare l’indice alla montagna è il municipale di Agno Giancarlo Seitz, per nulla tranquillo riguardo alla stabilità geologica del terreno: «È un’area - sottolinea - già oggi particolarmente sollecitata dal passaggio del trenino e lo sarà ancor di più con il tram, ma soprattutto è una zona sollecitata da un transito che raggiunge i 27mila veicoli. Ora una certa preoccupazione è comprensibile perché proprio lì parte il progetto della circonvallazione con la galleria».

Traforo che, secondo il municipale, va a toccare un declivio che «da trent’anni continua a franare e viene rappezzato. Un giorno potrebbe andar via tutto». Senza fare l'uccello del malaugurio, Seitz ricorda che «l’Axenstrasse ha già mostrato cosa significa avere a che fare con montagne che franano». Da non sottovalutare dunque.

E il Cantone, o meglio il Dipartimento del territorio, non sottovaluta affatto. «Le difficoltà geologiche della zona sono conosciute - commenta l'ingegner Diego Rodoni, Capo dell’Area operativa del Sottoceneri -. Nelle prossime fasi progettuali andranno approfonditi gli studi geotecnici (con eventuali nuovi sondaggi) per meglio capire la situazione e ottimizzare il tracciato della galleria. Laddove si dovessero riscontrare grossi problemi legati all’instabilità del pendio si andrà a scegliere un tracciato che “entra più in profondità” nella montagna in modo da avere una roccia più sana dove eseguire lo scavo. Questo comporterà gioco forza una galleria più lunga ma con minori misure di stabilizzazione del pendio (a volte una galleria più lunga in materiale buono costa meno che una galleria più corta ma in materiale problematico!). Ma ripeto sarà la prossima fase di progetto che andrà a analizzare più dettagliatamente il tutto e definire il miglior tracciato della futura galleria».

Non che la strada sia del tutto in discesa una volta superato il paese di Agno. «La parte interrata del tunnel in direzione dell’aeroporto - rileva ancora Seitz - passerà letteralmente nell’acqua che si trova appena sotto la superficie del terreno. E dove c’è acqua i costi aumentano». Insomma metà sacca di Piora e metà tunnel sotto la Manica, la futura galleria di Agno seppur lunga solo 250 metri fa già discutere. Ed è un bene. Se si parla d'altro, significa che stiamo uscendo dal tunnel... della pandemia.

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