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CANTONEAnimali selvatici sempre più vicini: «Ma anche noi stiamo riscoprendo la natura»

23.04.20 - 06:35
Lupi, sciacalli e non solo. Per Besomi il rallentamento dei ritmi sta permettendo visite inattese, ma non pericolose
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Animali selvatici sempre più vicini: «Ma anche noi stiamo riscoprendo la natura»
Lupi, sciacalli e non solo. Per Besomi il rallentamento dei ritmi sta permettendo visite inattese, ma non pericolose

LUGANO - Lo sciacallo dorato prima, il lupo (a pochi metri da alcune case) poi. Con la primavera la natura sembra essersi risvegliata e con essa anche la fauna che, all'apparenza meno timida del solito, si lascia guardare sempre più da vicino.

«Forse dipende anche dal fatto che, essendoci meno traffico e meno persone in giro, gli animali tendono, se non a riprendere possesso del proprio territorio, quantomeno a esplorare aree prima "off limits"», spiega il presidente della Società Protezione Animali di Bellinzona (SPAB), Emanuele Besomi.

«Nulla di pericoloso o allarmante - sottolinea -. Parliamo per ora solo di qualche avvistamento in più. In alcuni casi di animali che, probabilmente, già si aggiravano nelle vicinanze. Solo che noi, presi da altro, prima non li notavamo», aggiunge.

Per Besomi, insomma, l'aver rallentato notevolmente i nostri ritmi, può aver contribuito a una sorta di riscoperta della natura. E di chi la abita. «Ora che la passeggiata nel centro commerciale non è possibile, si riscopre la montagna per esempio. O anche il boschetto dietro casa. Ed ecco che l'avvistamento appare qualcosa di eccezionale», aggiunge.

E tuttavia, Besomi ammette: «Gli animali si stanno avvicinando. Da tempo. Gia nel 1990, a Zurigo, erano stati censiti 1000 esemplari di volpi in centro città. Lo stesso per il tasso, che negli ultimi 15 anni ha triplicato la sua presenza». Poi vi sono i casi più recenti. «Oltre a quello del lupo e dello sciacallo, mi vengono in mente quello della nutria sui navigli a Milano, o del fagiano che abbiamo dovuto recuperare ultimamente in centro a Lugano. Le città, d'altra parte, hanno rallentato il loro ritmo frenetico. Ciò permette agli animali selvatici di disporre di un territorio non più invaso dall'uomo».

Pericoli? Per Besomi c'è da stare tranquilli. «Di invasioni di animali selvatici in Ticino al momento non ne abbiamo. Ci sono dei cervi che sono diventati stanziali. Ma questo è noto. Non salgono più in montagna quando sverna, ma hanno tendenza a rimanere in pianura. Purtroppo c'è la stupidità umana con cui bisogna fare i conti. Penso a quanto accaduto in Engadina, dove la gente che andava a rincorrere l'orso. Quando c'erano tra l'altro i piccoli. Ecco, può capitare che l'orso reagisca se infastidito, ma il lupo di solito scappa. Sono centinaia di anni che non si sente di un uomo attaccato dal lupo».

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