tipress
Foto d'archivio
ULTIME NOTIZIE Ticino
CANTONE
5 ore
A colloquio con due massoni, e le loro rivelazioni
Ne abbiamo incontrati due. Hanno rivelato ciò che accade nei gruppi massonici e chi sono. Qualcosa di inquietante è emerso
FOTO / VIDEO
LUGANO
7 ore
Il venerdì sera deserto della Foce
Prima serata di chiusura per lo sbocco del Cassarate. La zona sarà off-limits dopo le 20 anche domani e domenica
PORZA
8 ore
Qualche goccia di pioggia, un po' di sole... e spunta l'arcobaleno
La breve parentesi di temporale ha regalato uno spettacolo di colori in cielo
CANTONE
10 ore
Padre despota condannato a 8 anni
Il 48enne siriano è stato ritenuto colpevole di tre tentati omicidi intenzionali
CAPOLAGO
10 ore
I vecchi binari del Generoso hanno riaperto la chiesetta
Il restauro è stato finanziato con la vendita dei vecchi pali disseminati lungo il percorso che conduce in vetta
CANTONE
10 ore
La Galleria di Grancia è rimasta chiusa per «problemi tecnici»
È successo attorno alle 17:30 di questa sera per poi riaprire circa 15 minuti dopo con qualche disagio al traffico
CANTONE
11 ore
Radar sull'attenti in quattro distretti
L'elenco dei rilevamenti della velocità previsti per la prossima settimana
SONDAGGIO
CANTONE
11 ore
«Rilanciamo il turismo con un hovercraft tra Locarno e Bellinzona»
Una mozione UDC invita il Ticino a risollevare il settore con idee innovative
VEZIA
12 ore
Ecco come mantenere in vita i negozi di paese
Sono stati presentati i risultati di uno studio promosso dall'Ente regionale per lo sviluppo del Luganese
LUGANO
13 ore
Un giro di boa per la traversata ai tempi del coronavirus
La nuotata popolare avrà luogo il prossimo 23 agosto e la partecipazione è limitata ai residenti in Svizzera
CANTONE
14 ore
Poliziotti sotto tiro, il sindacato reagisce
Il sindacato Ocst funzionari di polizia segnala l'aumento di attacchi, fisici e verbali, contro le forze dell'ordine
CANTONE
15 ore
«Senza aiuti Covid, noi cliniche private costrette a licenziare»
«Abbiamo garantito il pieno supporto al Cantone nella gestione dell'emergenza Covid»
GORDOLA
15 ore
Chi ha aiutato Aurèle sulla via dei Monti Motti?
La polizia è in cerca dell'uomo che aveva aiutato Aurèle a ritrovare la via. Si è smarrito di nuovo.
CANTONE
16 ore
Furbetti dei crediti Covid: denunciati in 10
In Ticino la Procura indaga su una serie di presunti abusi sui prestiti garantiti dalla Confederazione
LUGANO
16 ore
Spaccio di coca, quattro arresti
In manette anche un 75enne. Sequestrati alcune decine di grammi
CANTONE
18 ore
In Ticino due contagi, e un nuovo ricovero
Sale ancora (ma di poco) il numero dei positivi nel nostro cantone. I decessi stabili a 350
CANTONE
18 ore
"Bolidi" rumorosi, scattano i controlli
La Polizia cantonale annuncia una campagna mirata sulle auto truccate. «Numerose segnalazioni»
CANTONE
19 ore
Oltre 14 milioni per sistemare fiumi e laghi
Obiettivo: rivitalizzare i corsi d'acqua, le rive dei laghi ed evitare le piene
BLENIO
19 ore
Cosa si inventano in Val di Blenio
Una camera d'albergo mobile, per dormire sotto le stelle. Il progetto della capanna Gorda e di Svizzera Turismo
LUGANO/SREBRENICA
20 ore
«Quel terrore che mi inseguì fino a Chiasso»
È trascorso un quarto di secolo dal genocidio di Srebrenica, un testimone racconta ciò che accadde quei giorni
LUGANO
22 ore
Ristoratori ticinesi ottimisti
Uno studio di UBS parla di facile ripresa. GastroTicino: «Momento difficile per chi lavora con business e congressi».
LUGANO
30.03.2020 - 07:020
Aggiornamento : 07:36

Coronavirus, il racconto di una famiglia ticinese

Il diario scritto durante la quarantena: una famiglia bellinzonese contagiata, un 72enne intubato alla Carità

LUGANO - Un diario scritto nello scantinato, per sfuggire al contagio. Capita anche questo in Ticino, ai tempi del Covid-19. In una casa del Luganese il virus è comparso a inizio marzo - uno dei primi casi - e ha colpito due coniugi ultra sessantenni. «Un vero incubo» che dura tuttora: uno di loro è tra i 59 pazienti intubati in Ticino.

Isolata in cantina - A raccontare la malattia e la sua drammatica evoluzione è la figlia della coppia, che ha trascorso le ultime settimane in auto-isolamento domestico. Una soluzione fai-da-te di cui, per quanto strana, si trovano probabilmente diversi esempi in Ticino. La giovane - 25enne - si è isolata nella cantina dell'abitazione durante la quarantena. Qui ha scritto un resoconto giorno per giorno di quanto accadeva alla famiglia.

«Abbiamo commesso errori» - Il "diario" è in realtà un foglio excel, che la donna trasmesso a tio.ch/20minuti (vedi sotto). «Spero possa essere utile ad altre persone a cui potrebbe capitare la stessa sventura» racconta la giovane, che chiede comprensibilmente l'anonimato. «Siamo stati tra le prime famiglie toccate, e probabilmente abbiamo commesso alcuni errori. Abbiamo cercato, in ogni caso, di fare del nostro meglio come anche il personale medico che ci ha assistito».

Il virus da un conoscente - La catena dei contagi inizia a fine febbraio. Nell'ultima settimana del mese la signora B* - 63 anni, senza patologie pregresse - contrae il virus da un conoscente che risulterà positivo in seguito (e nel frattempo è guarito senza ricovero). Mostra i primi sintomi il 29 febbraio. «Mia madre ha sviluppato febbre e tosse, ed è immediatamente rimasta a casa dal lavoro» racconta la figlia. «Solo due giorni dopo, però, si è sottoposta al test del tampone». Un intervallo dovuto «un po' alla paura, un po' al fatto che in quella fase i contagiati in Ticino erano davvero pochissimi e i sintomi molto lievi» racconta la figlia. «Abbiamo sottovalutato la situazione». 

La catena continua - Il 3 marzo arriva l'esito del test: positivo. Da quel momento la famiglia si barrica in casa. Purtroppo due giorni prima il signor B. ha incontrato degli amici, uno di questi risulterà a sua volta contagiato ma, per fortuna, con conseguenze non gravi. A pagare il prezzo più alto è invece proprio il signor B. Ha 75 anni e una buona salute, ma mentre la figlia si isola in cantina, lui continua a condividere gli spazi con la moglie. 

Il pericolo in casa - «Vedendo i sintomi lievi di lei, ha pensato di non rischiare molto» racconta oggi la figlia. «In ogni caso abbiamo osservato tutti le raccomandazioni dateci dai medici all'epoca: pranzi separati, distanze di sicurezza». Solo la signora B. però indossa una mascherina (FFP1) datagli dal medico di base. «Personalmente, credo che il protocollo nella nostra situazione sia stato insufficiente». 

Intubato a La Carità - Dopo alcuni giorni il signor B. mostra sintomi allarmanti. Febbre alta, tosse, ha un peggioramento. Viene ricoverato alla Carità dove sviluppa la polmonite, che degenera velocemente. Il 16 marzo viene messo in coma farmacologico e intubato. Da allora le sue condizioni «sembrano essere stabili» racconta la figlia. «Nel frattempo mia madre è guarita, e stiamo riprendendo le abitudini normali».

L'attesa e la speranza - Da venerdì la 25enne è tornata a vivere assieme alla madre. Continua ad aggiornare il diario, che ha iniziato a scrivere «quando mio padre ha iniziato a degenerare» spiega. «Non sappiamo come andrà a finire, e voglio che rimanga una traccia di quanto accaduto». Un pensiero e un appello vanno anche alla comunità. «Credo personalmente che questa emergenza sia stata sottovalutata» conclude la 25enne. «Vorrei che la nostra esperienza fosse da monito, per tutti». 

Dal diario della quarantena:

29 febbraio: «Mia madre inizia ad avere sintomi influenzali lievi»

1 marzo: «I sintomi influenzali peggiorano, mia madre ha febbre non alta e resta a casa dal lavoro. Per paura di un giudizio o di non poter tornare al lavoro, decide di non chiamare subito il medico per un tampone; in quei giorni la malattia non era ancora molto diffusa».

3 marzo: «Io e mio padre convinciamo mia madre ad andare dal medico, per la nostra salute, così sul mezzogiorno fa un tampone e alla sera sappiamo che risulta positiva al COVID-19».

4 marzo: «In giornata non siamo stati contattati dal medico cantonale per avere indicazioni su cosa fare. Non presentando sintomi, mio padre è uscito con degli amici, mentre io per non ammalarmi ho iniziato a rifugiarmi in cantina nella casa dei miei, per stare lontana il più possibile da mia madre, ho avvisato subito il mio capo e ho iniziato a lavorare da casa. Alla sera ci contatta il medico cantonale, dicendoci di restare in quarantena».

5 marzo: «In tutti questi giorni sono rimasta in cantina e ho sempre fatto attenzione ad evitare mia madre, abbiamo iniziato a mangiare separatamente. Purtroppo mio padre non è riuscito a essere così prudente, anche perché vedendo in che modo fosse leggera la malattia per mia madre, non si è spaventato molto».

6 marzo: «Mio padre inizia ad avere febbre e tosse forte; ha chiamato il medico che gli ha riferito che sicuramente si trattava di COVID-19, non potevano fargli un tampone». 

8 marzo: «Mio padre inizia ad avere problemi di pressione bassa a causa della febbre».

9 marzo: «A metà mattina mio padre ha avuto dei sintomi di disidratazione ed è stato male, è stata chiamata l'ambulanza che l'ha portato immediatamente all'ospedale La Carità di Locarno».

13 marzo: «Ha ricevuto delle cure con antibiotici che sembrano non aver funzionato; la malattia si sviluppa ulteriormente ed ha una forte polmonite. In questo giorno, fa fatica a parlare e a respirare».

14 marzo: «La situazione è nuovamente peggiorata e i valori dell'infezioni sono aumentati molto in poco tempo: i medici decidono di portarlo in cure intense unicamente allo scopo di poterlo monitorare minuto per minuto. Dopo mezz'ora richiamano e ci riferiscono che l'avrebbero intubato da lì a poco. La situazione diventa molto delicata.  A partire da questo momento, la sera, viene intubato e addormentato ed i medici ci chiameranno per degli aggiornamenti ogni giorno, tra le 14:00 e le 16:00».

15 marzo: «È il primo giorno di ventilazione: i medici sono abbastanza soddisfatti di come reagisce al macchinario».

17 marzo: «I medici continuano ad essere soddisfatti dei risultati, hanno provato a togliere un po' di ossigeno e i polmoni compensavano molto bene».

18 marzo: «I medici sono sempre contenti dei risultati, è uno dei pazienti che reagisce meglio e continuano a togliere ogni giorno sempre più ossigeno per osservarne il comportamento. Tra pochi giorni dovrebbe arrivare un farmaco molto efficiente contro il COVID-19 dall'America, prevedono di riceverlo lunedì. Non possono purtroppo sapere lo stato dell'infezione in quanto finché resta intubato, non hanno la possibilità di fare radiografie e osservare i polmoni».

* nome noto alla redazione

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-07-11 04:35:14 | 91.208.130.87