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09.01.2020 - 09:170

«Per un bimbo il divorzio è un lutto»

Sono oltre dodicimila i minorenni figli di genitori separati. Ne abbiamo parlato con la piscologa psicoterapeuta Angela Nardella

LUGANO - In tutta la Svizzera i divorzi sono in aumento. E spesso ci sono di mezzo dei bambini, che devono trovare il modo di affrontare la separazione dei genitori (sono oltre dodicimila minorenni figli di genitori divorziati). Ma per loro cosa significa la separazione dei genitori? E quali sono le conseguenze? Ne abbiamo parlato con Angela Nardella, psicologa psicoterapeuta sistemico-relazionale presso la Clinica Psiche di Lugano.

Bambini e adolescenti come reagiscono al divorzio dei genitori?
«In preadolescenza i figli sono più sensibili, non comprendono le dinamiche degli adulti. Per un bambino la separazione dei genitori viene vissuta come un lutto. Vanno aiutati a elaborare la nuova situazione. Dentro di loro può esserci una rottura, ma hanno anche la possibilità di ripristinare l’equilibrio. Dipende molto da come avviene la separazione».

La difficoltà nell’elaborazione della situazione come si può manifestare?
«Se il rapporto tra i genitori è molto conflittuale, se si fanno la “guerra”, il bambino può presentare sintomi non tanto psichici quanto somatici. Ma che ovviamente sono legati proprio al conflitto psichico che sta vivendo. Il bambino non ha strumenti di astrazione tali da sviluppare una logica per delineare bene la situazione. Può soffrire di disturbi del sonno o dell’apparato digerente, oppure di mal di testa, per citarne alcuni».

I figli possono trarre degli insegnamenti da un divorzio?
«Sì, sicuramente. Perché sono dei bambini che affrontano prima un lutto con cui altri non sono confrontati se hanno genitori uniti che vivono serenamente. Corpo e mente si preparano a un problema e a risolverlo “precocemente”. Ma ci vuole un adeguato sostegno, anche professionale. E loro devono poter essere sicuri che i genitori esisteranno sempre. Si tratta del discorso della genitorialità, che è diverso da quello della coppia. La questione è diversa se nella separazione si perde uno dei due genitori o si arriva all’alienazione parentale, in cui un genitore esercita una pressione psicologica affinché l’altro venga visto come un nemico. In questo caso si prepara il figlio a possibili futuri disturbi».

I figli di genitori divorziati smettono di credere nell’unione matrimoniale o in relazioni stabili?
«Dipende da quello che si trasmette al bambino. Potrà continuare a credere nell’esistenza di relazioni stabili, se gli si insegna che oltre al rapporto conflittuale tra genitori, c’è comunque la relazione tra genitore e figlio. Se il bambino viene invece coinvolto nel conflitto, allora ci sono le basi perché smetta di credere nelle relazioni di coppia».

Il divorzio andrebbe evitato per il bene dei figli?
«Assolutamente no. Tanto volte va fatto per il bene dei figli. Se una coppia vive male la propria relazione, lo fa sentire al figlio attraverso una continua comunicazione verbale. A volte si può scegliere la serena convivenza, che non faccia pesare la situazione ai figli. Ma la distanza emotiva non deve inficiare né la parte affettiva della coppia né il rapporto genitoriale».

C’è un consiglio che potrebbe dare ai genitori che intendono divorziare?
«Consiglio sempre di lasciare i figli fuori dal conflitto. E di affrontare un percorso individuale per comprendere la nascita e la fine della relazione. Nel caso di affrontare un percorso genitoriale per capire come gestire la separazione. Quindi affidarsi a un professionista che sia in grado di mostrare loro la relazione dall’esterno».

Commenti
 
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anndo76 1 anno fa su tio
non credo ci volesse una psicologa per arrivarci...cmq ...tempi moderni, adeguiamoci
Dioneus 1 anno fa su tio
Titolo fuorviante rispetto al contenuto dell'articolo. Redazione: non è che dovete ricercare sempre il clickbait per forza ;)
Tato50 1 anno fa su tio
" Dipende molto da come avviene la separazione " !!!! Credo che questa frase dica tutto su come un adolescente possa reagire a un divorzio dei propri genitori. Ci sono coppie che si lasciano ma tra loro subentra un rapporto di amicizia (alcune le conosco) che non influisce negativamente sulla psiche dei figli non essendoci conflitti che possano nuocere. Chiaramente un divorzio, dove vince chi fa più male all'altro, coinvolge i bambini che ne subiscono le conseguenze e ne soffrono. A volte però è meglio che un bambino soffra per il "distacco" dai suoi cari che vederli ogni giorno mettersi le mani addosso ed urlare. Quel distacco lo supererà frequentando entrambi i genitori, quello della violenza quotidiana tra i due rimarrà per sempre dentro di lui !!
Maxy70 1 anno fa su tio
È molto ma molto peggio per un bambino essere ostaggio in casa di due genitori che si sbranano e se lo contendono. Se il matrimonio non funziona più, si divorzia in modo civile, con reciproca correttezza, ingrassando il meno possibile gli avvocati (sciacalli) e ovviamente rimanere sempre presenti nei confronti dei figli. Troppo difficile? È quello che ho vissuto io, quindi, volendo, fra persone civili, si può.
Alvaro Vitali 1 anno fa su tio
I padri non sono assolutamente tutelati. Durante la causa di divorzio non si fa differenza tra padri separati e presenti nella vita quotidiana dei figli da quelli che invece dei figli non frega niente. Vengono messi sullo stesso piano e la madre è sempre ipertutelata. Può inventarsi qualsiasi ciatltroneria per mettere in difficoltà il padre, solo per motivi economici. Del dolore dei figli non frega niente, sono usati come arma di ricatto verso il padre e la legge non lo tutela. Dovresti rivolgerti alle ARP, ma finiresti dalla padella alla brace.
Bacche80 1 anno fa su tio
Il titolo, scelto per attirare l'attenzione, non corrisponde al tono e al contenuto dell'articolo. La relazione tra genitori e figli e la gestione del conflitto sono importanti affinché i figli possano superare il momento di crisi dovuto al divorzio. Presentare il divorzio unicamente come un evento negativo è di parte: grazie al divorzio molti bambini e molte coniugi scappano da violenza e da situazioni insostenibili con pesanti ricadute sulla loro salute. Il divorzio protegge la famiglia. Quante persone crescono segnate da un clima di minaccia e di violenza in famiglia che non divorziano?
Tato50 1 anno fa su tio
@Bacche80 Esatto; soffrirà meno se i due si lasciano che vederli quotidianamente in conflitto, magari non solo verbale !!!
dan007 1 anno fa su tio
All’inizio e doloroso ma se i genitori sono violenti con scenate pestaggi urla tutti i giorni alla fine è meglio il divorzio lo si accetta perché un bambino deve crescere in un ambiente sano per poter costruire una solida base anche affettiva che lo renderà più forte nei momenti difficili dell’adolescenza e potrà sempre contare su genitori parenti che lo sostengono. figli di genitori problematici avranno più difficoltà ad affrontare la vita alcuni più deboli saranno ammaliati dai più forti e saranno dipendenti affettivamente. ognuno di noi deve amare se stesso più degli altri e non viceversa come accade nei figli cresciuti nelle famiglie problematiche dove c’è violenza coniugale droga alcol e vizi di ogni genere. Io sono cresciuto in collegio ed eravamo tutti fragili difatti il 90 % dei miei coetanei non hanno avuto una vita serena. i figli dei genitori a problemi sono precoci in tutto hanno rapporti sessuali molto presto al collegio si cominciava a 11 anni per sostituire l’affetto dei genitori si cercava un surrogato nel sesso anche le donne erano precoci. questo dimostra che soffrendo si diventa adulti rapidamente perché sentendosi soli si può contare solo su se stessi e le amicizie diventano molto importanti
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