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Enrico Borelli, segretario generale UNIA Ticino.
LUGANO
26.10.2019 - 14:090

UNIA: «Per le donne e contro l'esclusione»

I delegati del sindacato, riuniti al Congresso regionale di Lugano, hanno adottato oggi quattro risoluzioni

LUGANO - No all’aumento dell’età pensionabile delle donne, più impegno per contrastare l’esclusione e la perdita di valori nel difficile contesto di un mercato del lavoro in frenetica evoluzione, maggiori sforzi per sfruttare al meglio le reti sociali come mezzo di comunicazione e avvio di un dibattito interno per rafforzare e rilanciare il sindacato quale strumento di lotta. È quanto chiedono quattro risoluzioni adottate oggi dai delegati al Congresso regionale di Unia Ticino e Moesa, a Lugano.

Un Congresso, apertosi con un video tributo allo sciopero delle donne del 14 giugno scorso, «la più grande mobilitazione mai avvenuta in Svizzera», come ha ricordato il presidente regionale Mario Bertana. Ma la prima mezza giornata di lavori, a cui hanno assistito anche la Municipale di Lugano Cristina Zanini Barzaghi e il Consigliere di Stato Christian Vitta, è stata dedicata soprattutto all’analisi dell’attività svolta nell’ultimo quadriennio, oggetto di una lunga relazione presentata dal Segretario regionale uscente Enrico Borelli (che da gennaio 2020 assumerà la carica di co-segretario nella Regione di Zurigo e Sciaffusa).

Il Congresso odierno è stato definito «un momento di svolta» da Borelli. «Viviamo in una fase in cui c’è bisogno come non mai nel recente passato, di sindacato», ha affermato presentando una dettagliata analisi del contesto economico, politico e sociale in cui si opera e indicando il profilo che il sindacato deve avere: «Un sindacato che si ponga quale compito prioritario l'organizzazione collettiva dei lavoratori e non si limiti a stare sulla difensiva o a erogare servizi o prestazioni. La nostra visione di sindacato è un’altra! Il nostro impegno deve essere finalizzato a produrre solidarietà, a unire i lavoratori per affermare delle dinamiche collettive che ci permettano di costruire un rapporto di forza nei confronti del padronato, indispensabile per difendere diritti e dignità».

E dunque un «sindacato  forte, dinamico e indipendente dagli interessi padronali e da quelli dei partiti, autorevole, capace di battersi a muso duro contro le ingiustizie e le politiche sempre più aggressive promosse dal padronato», ha concluso Borelli.

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