CANTONE
09.08.2019 - 06:030
Aggiornamento : 09:01

Maretta dentro Sunrise, tra licenziamenti e altre contestazioni

Dal 2017 sono saltati sei posti di lavoro in Ticino. L'azienda: «A seguito della fusione degli shop». Ma chi è rimasto parla di altri problemi e il sindacato conferma

LUGANO - Alcuni collaboratori storici licenziati, una dipendente non reintegrata dopo la gravidanza con la percentuale d’impiego promessa, un sondaggio interno compilato sotto lo sguardo occhiuto del gerente, assunzioni controverse in posizioni di responsabilità. Sarebbero piccoli numeri se parlassimo di una grande azienda, ma diventano preoccupanti se rapportati alla ventina di dipendenti che lavorano nei sei shop ticinesi di Sunrise (di questi solo 4 Sunrise ufficiali center). Problemi che, in parte, hanno destato l’attenzione della stessa sede centrale dell’operatore telefonico a Zurigo. Non è mistero che la soddisfazione dei dipendenti venga tenuta in grandissimo conto presso le aziende quotate in borsa. E Sunrise lo è dal 2015. 

La pax sindacale infranta - Proprio dall’anno in cui qualcosa sembra essersi rotto dentro Sunrise Ticino. Fino a quel momento il ramo ticinese della compagnia telefonica spiccava come esempio di pace sindacale in un settore caratterizzato comunque dalle forti pressioni per gli obiettivi di vendita da raggiungere. Merito in parte del Contratto collettivo di lavoro che è stato sottoscritto nel 2013. E in parte anche della conduzione manageriale, di allora.

Dipendenti storici alla porta - Dopodiché, qualcosa, come confermano a Tio/20Minuti diverse testimonianze raccolte all’interno dei team, si sarebbe incrinato. I licenziamenti sarebbero 6 in un anno e mezzo (tra cui dipendenti da dieci e più anni che in questo settore lavorativo fanno un’eternità). Le bocche delle persone colpite sono assolutamente cucite. Anche perché la misura rientra tra quelle lecite del licenziamento ordinario per “ristrutturazione aziendale”. A molti non sarà sfuggito che gli shop in centro a Lugano da due che erano (in Via Peri  e Piazza Manzoni) sono diventati uno (Piazza Dante).

La strana coincidenza - Ma non è pure sfuggito, in questo caso a chi negli shop ci lavora, che le persone mandate a casa in questo anno e mezzo, erano le stesse che segnalavano problematiche o cercavano un dialogo per sistemare le varie situazioni, coinvolgendo il sindacato. Una strana coincidenza. Ad alimentare la polemica ci sono poi tre altri episodi. Uno è quello di una dipendente a cui, verbalmente, sarebbe stato promesso il reintegro in azienda dopo la gravidanza a una percentuale di lavoro ridotto. Ma proprio a ridosso del parto, la donna sarebbe stata messa davanti all’aut aut. O ritorna al 100% oppure il rapporto professionale si interrompe.

Il sondaggio poco anonimo - Un altro episodio, discutibile, riguarda la compilazione da parte dei dipendenti di un sondaggio interno. Una raccolta di informazioni sul lavoro in azienda coperta dall’anonimato. In teoria. Perché, da quanto risulta, alcuni dipendenti avrebbero compilato il questionario online sotto lo sguardo del diretto superiore. A conferma ci sarebbe stato anche l’arrivo di un team dalla sede zurighese, con un legale al suo seguito, per verificare queste presunte “irregolarità”. L’ultimo episodio è legato a nuove assunzioni in posizioni di responsabilità con modalità che hanno creato grande malumore tra i dipendenti di lunga data.

La conferma del sindacato - Il fatto che ci sia una certa maretta trova riscontro anche nel sindacato: «In effetti negli ultimi tempi posso confermare che ci sono stati dei problemi» è il commento stringato di Nicola Morellato, segretario regionale di syndicom. Anche lui è di poche parole. Non vuole probabilmente gettare benzina sul fuoco. Il sindacato, partner sociale di Sunrise, intende discutere di queste problematiche con la direzione dell’azienda. 

La replica di Sunrise - Abbiamo sottoposto a Sunrise le contestazioni raccolte tra il personale. Questa è la risposta di Therese Wenger, direttrice delle Corporate Communications: «Possiamo confermare che dal 2017 ad oggi ci sono stati 6 licenziamenti nei Sunrise Shop del Canton Ticino. Tra questi, la riduzione di 3 posti di lavoro a seguito della fusione dei due Sunrise Shop a Lugano». Di più non dice: «Per motivi di protezione dei dati e della privacy verso i nostri dipendenti, non forniamo ulteriori informazioni sui motivi del licenziamenti». Salvo precisare che: «Il sindacato Syndicom e il dipartimento delle risorse umane e il dipartimento legale interno sono stati naturalmente coinvolti in tutti i casi e sono stati chiusi legalmente».   

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