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LUGANO
10.01.2019 - 11:460
Aggiornamento 13:24

Le microplastiche "popolano" anche il Ceresio

La loro concentrazione, in linea con il lago Maggiore, è doppia rispetto alla media svizzera. Lo rivela lo studio promosso dal Dipartimento del territorio

BELLINZONA / LUGANO - Le microplastiche sono presenti anche nel Ceresio. Lo confermano i risultati dello studio promosso lo scorso anno dal Dipartimento del territorio (DT), presentati oggi in una conferenza stampa a Palazzo delle Orsoline.

La loro concentrazione è risultata essere pari al doppio rispetto alla media rilevata nelle acque elvetiche. Un dato che pone il bacino luganese (213'500 particelle per km quadrato) in linea con il Lago Maggiore e il Lemano (220'000 particelle per km quadrato in entrambi i casi).

Da dove arrivano? - La loro origine può essere suddivisa in «origine primaria e secondaria», ha spiegato il Capo dell’Ufficio della gestione dei rischi ambientali e del suolo del DT Nicola Solcà. Con origine primaria si intendono gli oggetti prodotti intenzionalmente in dimensioni minuscole, ad esempio le componenti abrasive presenti in alcuni saponi. Le microplastiche secondarie derivano invece dalla degradazione delle plastiche, che si frammentano nel corso del tempo.

La loro tipologia, precisa lo studio, rispetta le attese. «Sono predominanti i frammenti, prodotti dalla degradazione di oggetti più grandi, con un importante contributo dalla categoria dei film, impiegati tipicamente negli imballaggi».


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«Un tema nuovo» - Quali siano invece le effettive conseguenze della presenza di questi materiali negli ambienti di acqua dolce è ancora difficile dirlo. Gli studi in tal senso sono ancora pochi. «È un tema nuovo», ha infatti ribadito il direttore del DT per evitare che dai risultati potesse passare «un messaggio eccessivamente negativo».

Il problema, sebbene si parli di «rischi contenuti», è di natura complessa. Volendo andare ancora più a fondo, oltre alle microplastiche (particelle inferiori ai 5 millimetri) esiste anche la questione delle cosiddette nanoplastiche, come ricordato dal Dr. de Alencastro (già Direttore del Central Environmental Laboratory della Scuola politecnica federale di Losanna), ovvero particelle di misura inferiore a 0,1 micrometri.

Monitoraggio e sensibilizzazione - Le cause quindi sono molteplici e il problema «non si potrà quindi risolvere solo potenziando gli impianti di depurazione», ha precisato Zali spiegando inoltre come al momento non vi sia ancora un quadro legislativo di riferimento.

Prossimamente, il DT proseguirà con le attività di monitoraggio, e nel contempo avvierà una campagna di sensibilizzazione sul tema rivolta alla popolazione.

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Commenti
 
BP69 1 sett fa su tio
Io ad esempio quando vado a fare la spesa utilizzo i sacchetti riciclabili della Migros per frutta e verdura, uso i sacchetti Migros, Coop, ecc. riutilizzabili. Per quanto concerne l'acqua, bevo solo quella del rubinetto ed in ufficio ho una bottiglia di vetro e bevo soltanto da quella. Non acquisto più bottiglie PET (solo raramente). Purtroppo nei supermercati ci sono ancora troppo cose imballate. Comunque anche gli acquisti online generano a volte rifiuti maggiori legati agli imballaggi. Come si può ridurre tutta questa schifezza?? :-(
Trasp 1 sett fa su tio
C'è ancora chi crede che con la sola sensibilizzazione cambiano le cose. È forse ora che le persone a capo del nostro governo, pagate per prendere decisioni a favore della popolazione, prendano decisioni radicali, ma per quello ci vuole coraggio. Cosa più facile è buttare indietro la patata bollente al popolo dicendo che sono gli unici responsabili di quanto sta accadendo. Grazie. Cosicché fra 10 o 20 anni si potrà scrivere la stessa cosa.
sedelin 1 sett fa su tio
@Trasp hai ragione! la plastica dovrebbe scomparire subito con una decisione ferma, tuttavia anche i singoli consumatori possono fare qualcosina: utilizzare una borsa della spesa riutilizzabile, mettere frutta e verdura in sacchetti pure riutilizzabili, acquistare prodotti sciolti.
Trasp 1 sett fa su tio
@sedelin Sono d'accordo con te che il singolo non solo può fare qualcosa, ma deve farlo. Bisogna comunque analizzare i fatti; Acque inquinate, Aria inquinata, ecc., e gli effetti che hanno sulla nostra salute e ambiente. Aspettiamo che la maggior parte della popolazione è "sensibilizzata" (fra 20/30/40 o più anni) o interveniamo alla fonte del problema ora?
Mattiatr 1 sett fa su tio
@sedelin Il vostro è un intento nobile, ma irrealizzabile. La plastica è dappertutto, non possiamo eliminare la plastica, così per magia. La soluzione sarebbe una graduale conversione con altre materie, vetro per bicchieri e bottiglie, legno, carta, ...¶ LA domanda è: Usando ad esempio il vetro per le bottiglie, la massa dei carichi aumenterebbe per una minore capienza giusto? Quindi ci vorrebbe più benzina per trasportare lo stesso quantitativo di bevanda, se non addirittura più viaggio (il vetro chiede più spazio). E se tutto ciò fosse ancora più inquinante che usare la plastica? La soluzione sarebbe bere solo acqua, ma lo faremmo? Per non parlare delle canalizzazioni e degli acquedotti, fatti principalmente il PE e PVC (plastica). Non è così facile come dirlo.
centauro 1 sett fa su tio
@Mattiatr Scrivi cose verissime, la plastica è ovunque e sarebbe impossibile farne a meno ma il problema vero è lo smaltimento a partire dalla sensibilizzazione per riciclare i rifiuti. Ma il grosso dei rifiuti deriva dall'ambito industriale che ne produce in gran quantità e risulta costoso smaltirli, io spero nella soluzione che i rifiuti dovranno diventare un bene di valore dove il riciclaggio sarà una fonte di guadagno al punto che anche una semplice bottiglietta di plastica non sarà gettata in pattumiera.
Trasp 1 sett fa su tio
@Mattiatr Irrealizzabile? Non è così facile come dirlo? Certo che no, ma chi si arrende è perso, e ne vale la pena? Penso proprio di si. Poi secondo me non bisogna eliminare completamente la plastica, ma usarla in modo funzionale. Mi pare che gran parte della plastica viene utilizzata per imballare e trasportare beni di consumo (quindi usa e getta), ma se per la decomposizione della plastica ci vogliono centinaia di anni forse non viene usata in modo adatto in questo caso. Si vuole continuare a utilizzare la plastica come imballaggio e trasporto? Bene, allora per esempio si può definire l'obbligo di contenitori tipo tupperware, dove si paga un deposito, e si possono lasciare sotto casa in un compartimento assieme al cassone dei rifiuti (è solo UNA idea, ma c'è ne sono sicuramente molte e anche migliori). Come scrive sedelin esiste anche la plastica vefegetale. Quindi cambiamo ORA attraverso regolamentazioni che limitano al minimo l'uso della plastica con funzione usa e getta, oppure aspettiamo 20/30/40 o più anni finchè la maggior parte della popolazione è "sensibilizzata", e intanto beviamo acqua sempre più plastificata e inaliamo quella che viene bruciata?
sedelin 1 sett fa su tio
@Trasp é stata trovata l'alternativa alla plastica. ha lo stesso aspetto ma deriva dal mondo vegetale e non danneggia l'ambiente. il problema é politico, ma finché si eleggono strafottenti che hanno a cuore soltanto il cadreghino (ovunque nel mondo) non se ne uscirà. ci sono in ballo interessi economici (petrolio) e l'economia é gestita dai politici. sta a chi elegge i propri rappresentanti SVEGLIARSI per farci governare da Uomini che abbiano a cuore il prossimo, gli animali, la natura e l'aria. é chiedere troppo? grrrrr
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