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LUGANO
27.11.2018 - 08:150
Aggiornamento : 14:00

«La mia vita dorata in Ticino è finita male»

La ex modella russa Marianna Zukhova ha fatto ricorso contro l'Arp di Massagno, che le ha tolto un figlio di 9 mesi. La tv di Stato russa è interessata al problema

LUGANO - Quando Marianna Zukhova è arrivata sul Ceresio aveva 24 anni, la stessa bellezza di oggi ma meno pensieri, e più soldi. Sposata con un magnate russo del settore energetico, ha scelto il Ticino per partorire in una clinica privata nel 2008, e ci è rimasta per crescere il primo figlio. «Amavo questo posto, sicuro e discreto. Mai avrei immaginato di ritrovarmi in una situazione simile». 

Senza passaporto - La vita «dorata» della giovane mamma ed ex modella è durata dieci anni, tra lusso e viaggi all'estero. A Oxford, dove porta il figlio a studiare in collegio; a Milano per escursioni da “soubrette” nella tv italiana. Le mancava solo una cosa: il passaporto svizzero. Ma non ci dava peso. «Lo aveva mio marito e non è mai stato un pensiero, fino al divorzio». 

Le tolgono il figlio - Niente di così strano, nell'alta società degli expat russi sul Ceresio. Di recente, però, la sua storia è arrivata fino alla tv di stato russa Pervyj kanal (Canale Uno), che l'ha contattata dopo una protesta organizzata dalla donna davanti all'Arp di Massagno a fine ottobre. A fare notizia, la decisione dell'Autorità di protezione di togliere alla giovane mamma la custodia del secondo figlio, di nove mesi, nato da una relazione successiva al divorzio. La colpa: «Non avevo più il permesso di soggiorno, e il mio visto turistico era scaduto a settembre». Motivazioni «discutibili e parziali» secondo l'avvocato della donna, che ha fatto ricorso contro la decisione. 

L'associazione - Ai microfoni della madrepatria la 34enne moscovita ha raccontato quello che definisce «un lato oscuro di questo bellissimo paese, che mai mi sarei aspettata di scoprire». Le sue accuse non sono rivolte solo al padre del bimbo, ma a un «sistema disumano e spietato». Venerdì la ex modella è stata invitata al Lac a un convegno dell'associazione Stop Arp, che da anni denuncia presunti «soprusi» da parte delle autorità tutorie in Ticino. «Purtroppo si tratta di situazioni diffuse» afferma il portavoce Orlando De Maria.

«Burocrazia crudele» - Ma il caso di Marianna ha qualcosa di eccezionale. «Non sono certo in difficoltà economiche, anche se il mio stile di vita è cambiato dopo il divorzio – conclude la donna –. Ho diverse rendite, sono una madre attenta e sto sistemando la questione del permesso. Ma la burocrazia, qui, sembra essere più forte di tutto».

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