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CAPRIASCA
11.07.2018 - 06:040
Aggiornamento 14:16

Piscina o scuola? Alla sorgente dell’acqua sporca

Analisi in corso sui campioni prelevati dal riale dopo ripetuti inquinamenti. Bocche ufficialmente cucite, ma sarebbero stati rilevati dei problemi

CAPRIASCA - «Stavolta ci siamo! Hanno trovato “roba” nell’acqua». Solo voci di addetti ai lavori, perché la premessa è che manca (e non arriverà subito) una conferma ufficiale. Anche perché le bocche all’Ufficio cantonale dei rischi ambientali restano sigillatissime. Eppure il mistero delle schiume che da cinque anni affiorano nel riale Predabuglio starebbe per essere risolto. E soprattutto potrebbe essere stato individuato il colpevole. O meglio la causa dei ricorrenti inquinamenti.

«Le analisi sono ancora in corso. Mancano i risultati completi e comunque non potrei darglieli» spiega il capoufficio Nicola Solcà. L’esito finirà infatti un rapporto che, con quanto riscontrato, sarà inoltrato agli uffici interessati, magari anche al Comune, se emergesse un problema di canalizzazioni, e se necessario al Ministero Pubblico.

Questa la prassi standard, ma lui, Antonio Besomi, che sin dal 2013 («un venerdì santo» ricorda) registra con tanto di fotografie in un diario (prima su un sito da lui creato e poi su Facebook) il ripetersi di schiume, intorpidimenti e puzze varie nel corso d’acqua, stavolta si aspetta risposte. E avverte: «Sono intenzionato a denunciare sia il Comune che il Cantone».

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la morìa di piccole trote a fine giugno. Gli avannotti erano stati immessi da un pescatore con lo scopo di rilevare eventuali sostanze inquinanti. La morte dei pesci sentinella è stata imputata all’inizio alla scarsa corrente e alla conseguente carenza di ossigeno nell’acqua. Ma nei giorni successivi un altro episodio - col Predabuglio diventato bianco latte - ha fatto vacillare la spiegazione “naturale”. Ad aver accelerato il problema, sostiene Besomi, sarebbe la siccità di queste settimane. Poca pioggia e  ancor meno acqua avrebbero concentrato le sostanze inquinanti: questa la tesi, tutta da dimostrare. Un sospetto però, inevitabilmente affiora, perché le uniche attività a monte del riale sono riferibili alla piscina e alla scuola presso l’ex caserma. Due strutture gestite dal Comune. E se l’istituto scolastico da metà giugno è chiuso, l’attenzione si sposta inevitabilmente sulla struttura balneare. Potrebbe trattarsi, ipotizza Besomi mostrando una bottiglietta con l’acqua prelevata proprio ieri mattina dal riale (foto), dell’azione di un flocculante, un prodotto che viene utilizzato nelle piscine per aggregare lo sporco (capelli, etc) nelle vasche. «Il problema nel riale - aggiunge - si presenta a scadenze regolari. Come se pulissero qualcosa». In attesa che qualcosa filtri dal Cantone, questo si dice in paese.

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Commenti
 
jena 5 mesi fa su tio
cmq 5 anni ... scandaloso! tutta la mia solidarietà a chi vuole denunciare le autorità, magari non serve, ma forse qualcuno si toglie il classico ditino dal ((o)) !!!!!!!!!!
jena 5 mesi fa su tio
importa nulla... i colpevoli vanno presi e puniti severamente!!! e basta con i soliti discorsi di negligenza, incidente (+ volte in una settimana) o negligenza.... gio' legnat!!!!!
KilBill65 5 mesi fa su tio
Era ora!!....Adesso fatevi valere, e fuori il colpevole!!....
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