LUGANO
18.11.2010 - 09:550
Aggiornamento : 22.11.2014 - 09:14

"Beatrice Sulmoni uccisa perché d'intralcio per la nuova relazione di Siciliano"

Ha preso il via questa mattina alle 9.30 il processo per l'omicidio della 36enne casalinga di Castel San Pietro. Sala gremita e massiccio interesse dei media

LUGANO - E' iniziato questa mattina alle 9.30 il processo per l'omicidio di Beatrice Sulmoni, avvenuto lo scorso 25 marzo ad Obino, frazione di Castel San Pietro. Le assise criminali di Mendrisio a Lugano dovranno decidere il destino di Marco Siciliano, il 32enne fisioterapista, marito della vittima.

Folla - Una piccola folla di giornalisti, addetti ai lavori e semplici curiosi si è assiepata nei corridoi della pretura di Lugano, per questo che è indubbiamente il processo più atteso dell'anno. La famiglia Sulmoni, costituitasi parte civile, si è presentata manifestando una comprensibile emozione. La sala in cui si svolge il dibattimento non ha potuto accogliere tutte le persone che desideravano assistere al processo, e molti sono quindi restati fuori.

Siciliano - Marco Siciliano è arrivato scortato da due agenti della Polizia. Visibilmente dimagrito rispetto alle fotografie pubblicate dalla stampa negli scorsi mesi, il 32enne è entrato nell'aula vestito in maniera molto semplice: camicia chiara e jeans.

Decreto d'accusa - Il decreto d'accusa nei suoi confronti è implacabile: tra la sera del 25 marzo 2010 e le prime ore del 26 marzo nel salotto dell'abitazione il Siciliano ha ucciso la moglie incinta "agendo con particolare mancanza di scrupoli con movente, scopo e modalità particolarmente pervese ovvero nel principale intento di eliminare per egoistico movente la moglie incinta che gli era d'intralcio a una sua nuova relazione sentimentale sia perché era incinta e sia per evitarsi le gravose conseguenze personali di relazione con il figlio L. di 7 anni ed economiche di un eventuale divorzio o separazione".

Ricostruzione - L'omicidio è stato così ricostruito: Beatrice Sulmoni è stata uccisa da Siciliano intenzionalmente. Le è stata somministrata una tisana con una massiccia dose di sonnifero, poi, mentre era distesa sul divano, il marito l'ha uccisa tappandole con le mani la bocca e il naso fino a soffocarla. Allo scopo di occultare ogni traccia del suo operato, Siciliano ha caricato il cadavere nel baule della sua Passat caravan e in seguito lo trasportava in Italia, dove lo gettava nel Lago di Como, dopo aver tentato con una sega od un coltello di decapitarlo. Nelle ore successive Siciliano cercò di depistare i parenti della moglie, preoccupati per la sua scomparsa, mandando sms con la scheda Sim della moglie. Il contenuto di questi messaggi indicava una partenza volontaria, e con essi Siciliano cercò di prendere tempo.

Corte - La corte, ricordiamo, è presieduta dalla giudice Agnese Balestra- Bianchi. Il Ministero pubblico è rappresentato dalla procuratrice generale aggiunta Rosa Item, mentre il difensore di Siciliano è l'avvocato di Chiasso Marco Frigerio. Un momento speciale per il Canton Ticino è, infine, lo stesso processo, dato che in questa forma, nel futuro, non ci sarà più. Dal 1° gennaio, infatti, entrerà in vigore il nuovo Codice Penale.

red

Foto Ticinonline Manuel Meleleo


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