Verso il sostegno federale alla tavola rotonda per Crans-Montana

La Confederazione deve poter partecipare finanziariamente all'entità, secondo il Consiglio degli Stati. Il dossier va al Nazionale
BERNA - La Confederazione deve poter partecipare finanziariamente alla tavola rotonda istituita dopo il tragico incendio di Capodanno a Crans-Montana. Il Consiglio degli Stati ha approvato oggi, con 36 voti a 7 e 2 astensioni, i 20 milioni chiesti in merito dal Governo. Il dossier va al Nazionale.
Nel marzo scorso, il Parlamento aveva approvato, con una legge urgente, un contributo di solidarietà di 50 mila franchi per ogni vittima dell'incendio che ha causato 41 morti, soprattutto giovani e giovanissimi, e 115 feriti. Le Camere avevano tuttavia rinviato la decisione sugli ulteriori 20 milioni.
Scopo della tavola rotonda, presieduta dall'ex consigliere di Stato neocastellano Laurent Kurth, è riunire le vittime dell'incendio, i loro familiari, gli assicuratori interessati, le persone eventualmente tenute a versare indennizzi e le autorità. L'obiettivo finale è favorire la conclusione di accordi amichevoli.
Il "ministro" della Giustizia Beat Jans ha espresso soddisfazione per la rapidità con cui il progetto è andato avanti. Data la complessità delle diverse situazioni, è opportuno alleggerire il carico di lavoro della giustizia grazie a questi accordi extragiudiziali, ha aggiunto.
Stamane i "senatori" hanno accettato l'organizzazione autonoma della tavola rotonda; la sua composizione non dovrà pertanto essere prescritta per legge. Il plenum ha inoltre deciso di citare nella legislazione, a titolo esemplificativo, le condizioni alle quali il Governo decide la partecipazione federale agli accordi.
Si tratta di criteri quali la parità di trattamento tra le vittime o i loro familiari, di proporzionalità tra la partecipazione della Confederazione e quella delle assicurazioni, o ancora del riconoscimento della competenza dei tribunali svizzeri in caso di controversia.
Non è un assegno in bianco, esistono delle linee guida, ha spiegato Matthias Michel (PLR/ZG) a nome della commissione preparatoria. Garantiscono trasparenza alle procedure e forniscono un quadro di riferimento allo Stato, ha aggiunto Isabelle Chassot (Centro/FR).
La friburghese ha però chiesto di rinunciare al criterio secondo cui l'accordo amichevole debba essere approvato da una maggioranza delle vittime o dei loro familiari. A suo avviso, questa condizione può impedire di trovare soluzioni vista la diversità degli interessi e il numero delle vittime. La sua proposta è stata accolta con 26 voti a 19.
Nella sessione di marzo, le Camere avevano approvato l'erogazione di un contributo di solidarietà una tantum di 50 mila franchi a favore dei feriti e dei familiari delle persone decedute.
È stato così stanziato un importo di 7,8 milioni di franchi per le 156 famiglie colpite. La legge urgente, con validità limitata alla fine del 2040, è entrata in vigore il 21 marzo. I versamenti sono iniziati, ha annunciato Jans.
In marzo, il Parlamento aveva inoltre deciso di sostenere i Cantoni con 8,5 milioni di franchi per il finanziamento dell'aiuto alle vittime. Tutti i pazienti residenti in Svizzera curati all'estero a seguito della tragedia sono stati rimpatriati, aveva comunicato la Confederazione a metà maggio.



