L’ambasciatore italiano torna a Berna. Anzi no... Cosa aspetta l'Italia?

Il rientro di Gian Lorenzo Cornado era atteso per la commemorazione della tragedia di Crans-Montana di domani. Non sarà così. A quando il disgelo diplomatico?
Il rientro di Gian Lorenzo Cornado era atteso per la commemorazione della tragedia di Crans-Montana di domani. Non sarà così. A quando il disgelo diplomatico?
BERNA /ROMA - L'ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, dopo la notizia che dava come imminente il suo rientro nella Confederazione in occasione della commemorazione per le vittime di Crans-Montana organizzata per domani dalla sede diplomatica della vicina Penisola, non sarà invece presente. A deporre una corona di fiori al suo posto, come si apprende da una breve nota (via social) diramata dalla stessa ambasciata, ci sarà l’Incaricata d’Affari Diana Forte. Insomma, il disgelo diplomatico tra Roma e Berna, sebbene visibile all’orizzonte, continua a farsi attendere.
L’ambasciatore italiano, lo ricordiamo, era stato richiamato dal governo italiano lo scorso 24 gennaio, oltre due mesi fa, sull’onda delle tensioni “transfrontaliere” nate dal dramma di Crans-Montana e dalla conseguente inchiesta, con la richiesta da parte delle autorità della vicina Penisola di avere voce in capitolo. Una cooperazione giudiziaria che ha iniziato a prendere concretamente forma la scorsa settimana, con la due giorni vallesana degli inquirenti italiani.
L’incontro tra le autorità giudiziarie dei due paesi, come confermato negli scorsi giorni alla stampa anche dallo stesso Cornado, è stato positivo. E il diplomatico ha fatto sapere di essere in attesa di una decisione da parte di Palazzo Chigi per fare rientro ufficialmente a Berna.
Il problema sta a Berna... o a Roma?
La domanda, logica e inevitabile, quindi è: perché Roma non ha ancora concesso l’autorizzazione? E ancora: il problema è a Berna o in quel di Roma? La vera risposta, come spesso accade quando la diplomazia e la politica interna di un paese si intrecciano, probabilmente non si conoscerà mai. Fatta questa premessa, a pesare su questo ritardo potrebbe esserci il clima politico che l’Italia sta vivendo in questi giorni.
Perché il caso di Crans-Montana, indirettamente, è stato “utilizzato” come elemento di disturbo nei mesi che hanno preceduto il recente referendum sulla giustizia, quello che ha segnato la prima, pesante, sconfitta politica del governo Meloni. Uno shock che ha costretto l’esecutivo italiano a un mini “repulisti” che ha coinvolto ministri e sottosegretari. E se l’atto di richiamare l’ambasciatore Cornado a Roma era stato a tutti gli effetti un atto di forza del governo, l’atteso via libera al suo rientro potrebbe essere letto internamente come un ulteriore segnale di debolezza.




