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SVIZZERA

Svizzera congestionata dal traffico: «Serve una tassa di transito»

Lo chiede Marco Chiesa in una mozione pensata per «chi usa le nostre infrastrutture come corridoio gratuito senza portare nulla al Paese». La mozione è ora sostenuta anche dalla Commissione dei trasporti del Consiglio nazionale.
Tipress (simbolica)
Fonte Ats
Svizzera congestionata dal traffico: «Serve una tassa di transito»
Lo chiede Marco Chiesa in una mozione pensata per «chi usa le nostre infrastrutture come corridoio gratuito senza portare nulla al Paese». La mozione è ora sostenuta anche dalla Commissione dei trasporti del Consiglio nazionale.

BERNA - Gli automobilisti che attraversano la Svizzera senza fermarsi dovrebbero pagare una tassa di transito. Lo chiede una mozione di Marco Chiesa, già approvata dagli Stati, sostenuta anche (16 voti a 2 e 5 astensioni) dalla Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale (CTT-N).

La maggioranza della commissione, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, crede che sia necessario intervenire nel settore del traffico di transito e vorrebbe che il sovraccarico della rete viaria nazionale venisse ridotto con l'introduzione di una tassa di transito in funzione delle condizioni di traffico.

Nel corso dell'esame, la CTT-N ha respinto, con 16 voti a 9, una proposta di modifica che chiedeva che le entrate non confluissero nel Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA), bensì nel Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF). In aula, una minoranza proporrà di respingere la mozione, poiché teme che possano insorgere problemi di applicazione e un elevato onere amministrativo.

La mozione Chiesa - Nel corso del dibattito alla camera dei cantoni dello scorso settembre, il "senatore" democentrista ticinese aveva detto che il balzello colpirebbe soltanto «chi usa le nostre infrastrutture come corridoio gratuito senza portare nulla al nostro Paese». I residenti in Svizzera e i turisti che soggiornano nella Confederazione non sarebbero infatti sottoposti al pagamento.

Per Chiesa la tassa si giustifica con il fatto che le strade nazionali, in particolare le grandi direttrici alpine, sono congestionate da un traffico di transito «che non porta alcun beneficio reale al nostro Paese».

Nel suo atto parlamentare, Chiesa chiede che l'ammontare della tassa venga stabilito in base alla densità del traffico, all'ora e al giorno della settimana, in modo da incentivare la circolazione dei veicoli in determinati momenti piuttosto che in altri. L'obiettivo è distribuire meglio il traffico di transito sulle autostrade, in particolare sugli assi nord-sud.

Il ricavato della tassa sarebbe destinato al Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA). I veicoli esentati da tali tasse in base ad accordi internazionali non sarebbero interessati. La tassa dovrà essere compatibile con gli obblighi internazionali della Svizzera, come quelli verso l'UE.

A sostegno delle argomentazioni del ticinese si era espresso anche Stefan Engler (Centro/GR), secondo cui il prezzo dei viaggi di chi attraversa la Svizzera per recarsi al mare "lo pagano gli abitanti del luogo che però non ne traggono alcun vantaggio, ma solo fastidi e limitazioni".

La posizione del Consiglio federale - Nella sua presa di posizione, il consigliere federale Albert Rösti, contrario alla mozione Chiesa, aveva confermato che, "de jure", la proposta non è in contrasto con gli accordi conclusi tra la Svizzera e l'UE. Tuttavia non si può però anticipare come una tale tassa verrebbe accolta da Bruxelles, aveva relativizzato il ministro dei trasporti.

Il consigliere federale aveva poi citato un altro aspetto problematico della mozione: quest'ultima chiede di tassare chi attraversa la Svizzera «senza una permanenza significativa». Ma cosa significa «significativa», si era chiesto Rösti. «Come comportarsi con chi si ferma per bere un caffè, mangiare al ristorante o visitare una attrazione turistica?».

Per l'esecutivo ci sarebbero anche altri intralci di tipo amministrativo a complicare l'attuazione della mozione. La tassazione proposta comporterebbe ad esempio la necessità di sorvegliare tutti i valichi di confine con il territorio elvetico, operazione molto impegnativa e costosa.

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