Violenza domestica: «Si previene anche confiscando le armi»

Le autorità devono essere autorizzate a farlo, secondo la commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N)
Le autorità devono essere autorizzate a farlo, secondo la commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N)
BERNA - Le autorità devono poter confiscare temporaneamente le armi da fuoco in caso di separazione conflittuale o di denuncia per violenze coniugali. La commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N) ha dato seguito a un'iniziativa parlamentare di Jessica Jaccoud (PS/VD) volta a prevenire gli omicidi di coppia. Lo indicano oggi i servizi del Parlamento in una nota.
Gli omicidi coniugali commessi con armi da fuoco avvengono in un contesto di crisi acuta, in cui il passaggio all'atto è reso possibile dalla disponibilità immediata di un'arma nell'abitazione di famiglia, constata la commissione. Si tratta di prevenire questo fenomeno.
Nella sua iniziativa, sostenuta da una ventina di parlamentari del PS, dei Verdi, del Centro e del PLR, Jaccoud scrive che non mette in discussione il diritto di acquistare, possedere o portare armi. Si tratta però di introdurre "una protezione concreta ed efficace in situazioni ad alto rischio".
Il rischio aumenta quando l'autore del reato, che spesso non ha precedenti penali di rilievo, attraversa un momento di crisi personale o relazionale, spiega la consigliera nazionale vodese. Con un'arma già accessibile, egli non ha bisogno di pianificare l'atto o di procurarsi un'arma all'ultimo momento: agisce in preda a una crisi.
Vittime prevalentemente femminili - La CAG-N ha deciso di dare seguito con 16 voti contro 9 all'iniziativa. La commissione aveva preso atto - nel maggio 2025 - dello studio sugli omicidi con armi da fuoco nella sfera privata e oggi ha preso conoscenza dell'indagine complementare dell'Ufficio federale di statistica sugli omicidi commessi in Svizzera nel periodo 2019-2025.
Jaccoud si rifà a questi studi quando afferma che questo tipo di omicidi è commesso in maggioranza da uomini svizzeri anziani, spesso ex militari che conservano un'arma da fuoco al termine del servizio militare. Le vittime sono nella maggior parte dei casi le loro partner o ex partner femminili.
La confisca temporanea delle armi da fuoco permetterebbe di rafforzare la prevenzione dei femminicidi e si inserisce negli impegni internazionali della Svizzera, in particolare nel quadro della Convenzione di Istanbul, rileva ancora la parlamentare vodese nella sua proposta. Tra l'altro - aggiunge - questo tipo di misura preventiva è applicata con successo in altri Paesi, come in Norvegia.





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