Keystone
SVIZZERA
06.07.2020 - 11:230

L'allarme dei sindacati: «Si rischia la catastrofe sociale»

Per questo l'Unione sindacale svizzera chiede misure supplementari come l'aumento delle indennità per il lavoro ridotto.

BERNA - L'Unione sindacale svizzera (USS) chiede misure supplementari per far fronte alla crisi del coronavirus. In una conferenza stampa odierna, l'organizzazione domanda un aumento delle indennità per il lavoro ridotto per i lavoratori con un reddito basso, nonché l'utilizzo delle riserve delle casse malattia.

Il tracollo economico globale causato dalla pandemia è senza precedenti, ha dichiarato oggi a Berna l'Unione sindacale, aggiungendo che anche la Svizzera si trova in una fase di profonda recessione. «Finora siamo riusciti ad evitare una catastrofe sociale, ma ora le cose devono migliorare per tutti», ha sostenuto Daniel Lampart, capo economista dell'USS, riferendosi in particolare ai lavoratori con un reddito medio e basso, che risultano particolarmente toccati da questa crisi.

Secondo l'organizzazione, il lavoro ridotto è più presente nei settori dove i salari sono meno elevati. Tale situazione provoca mancate entrate in termini salariali difficili da gestire per questo gruppo di persone. L'USS chiede pertanto un aumento delle indennità per lavoro ridotto - dall'80 al 100% - per i lavoratori a basso reddito.

La minaccia di licenziamenti potrebbe inoltre innescare una spirale negativa dei consumi, ha avvertito l'organizzazione. Ciò si aggiungerebbe - oltre che alla crisi globale in sé - alle difficoltà che sta vivendo il settore turistico e alla riluttanza delle aziende a investire.

Nel mirino le riserve delle casse malattia - L'Unione sindacale chiede inoltre che vengano utilizzate le riserve delle casse malattia. Secondo il sindacato, queste ultime superano i quattro miliardi di franchi: «Perché abbiamo bisogno di riserve così elevate?», si è chiesto il presidente dell'USS Pierre-Yves Maillard.

L'organizzazione propone di ridistribuire i premi in eccesso prelevati alla popolazione. «È possibile un rimborso di 500 franchi, in media, per abitante», secondo Maillard.

L'USS chiede inoltre di rinunciare a misure di riduzione dei costi nel settore pubblico e di promuovere gli investimenti, in particolare nel settore delle costruzioni. Vorrebbe inoltre che vengano stimolate le attività culturali e che sia prolungato il periodo di indennità di disoccupazione per evitare un aumento sostanziale del numero dei disoccupati.

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