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ECONOMIA

Per gli analisti l'orizzonte non è roseo

Prevale il pessimismo sull'evoluzione della congiuntura svizzera. A pesare è, senza sorprese, la guerra in corso in Medio Oriente
Depositphotos (marek_usz)
Fonte ats
Per gli analisti l'orizzonte non è roseo
Prevale il pessimismo sull'evoluzione della congiuntura svizzera. A pesare è, senza sorprese, la guerra in corso in Medio Oriente

ZURIGO - Sulla scia della guerra in Medio Oriente gli analisti finanziari sono molto più pessimisti riguardo all'evoluzione congiunturale elvetica: è l'indicazione che emerge dall'indice sulle prospettive economiche calcolato da UBS e da CFA Society Switzerland sulla base di un sondaggio fra gli esperti.

L'indicatore principale - emerge dalle informazioni diffuse oggi - si è attestato in marzo a -35,0 punti, con un crollo di 44,8 rispetto al +9,8% di febbraio. L'indice torna quindi in zona negativa, dopo che il mese scorso aveva toccato un massimo da luglio scorso.

Andando nei dettagli, il 10,0% degli interrogati pronostica un miglioramento della situazione congiunturale nei prossimi sei mesi, il 45,0% scommette su un peggioramento, mentre un analogo 45,0% è convinto che non vi saranno cambiamenti (valori che determinano poi l'indice complessivo: 10,0 meno 45,0 = -35,0). Rispetto a febbraio sono diminuiti gli ottimisti (-12,0 punti) e coloro che puntano sullo status quo (-20,9 punti), mentre sono progrediti i pessimisti (+32,8 punti).

Sempre importanti sono i segnali riguardo al rincaro: l'inflazione in Svizzera è vista in aumento dal 55,0% del campione, mentre solo il 2,5% si aspetta un calo e il 42,5% stabilità. I tassi d'interesse sono attesi fermi nel corto termine (76,3%) e anche sul lungo periodo la quota più consistente (54,1%) punta sull'assenza di variazioni, ma non manca chi vede all'orizzonte un aumento (32,4%).

Il 39,5% degli interrogati (-26,4 punti rispetto a febbraio) prevede inoltre un incremento dell'indice di borsa elvetico SMI nei prossimi sei mesi, il 26,3% punta su valori stabili e il 34,2% su una contrazione. Sul fronte valutario, il 42,1% si aspetta un rafforzamento del franco rispetto all'euro, il 10,5% un indebolimento e il 47,4% ritiene che non vi saranno cambiamenti nel corso; nei confronti del dollaro le rispettive quote sono del 52,6%, dell'8,5% e del 31,6%. Riguardo alla disoccupazione il 60,5% vede una crescita dei senza lavoro, il 36,8% una stagnazione e il 2,6% un calo.

Al sondaggio, effettuato fra il 12 e il 16 marzo, hanno partecipato 40 analisti della comunità finanziaria elvetica. L'inchiesta in questione viene realizzata dal gennaio 2017: fino all'agosto 2023 partner di CFA - un'associazione di professionisti dell'investimento che ha radici americane - era Credit Suisse, ora è UBS, banca che ha rilevato il concorrente.

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