Un record per Bell: «Non vediamo l'ondata vegana»

Volumi da primato: smerciate quasi 4000 tonnellate in più dell'anno precedente
BASILEA - Fatturato in aumento e con volumi da primato, ma redditività in calo per Bell: nel 2025 il maggiore gruppo svizzero attivo nella lavorazione della carne ha visto i ricavi salire del 4,6% a 4,5 miliardi di franchi, mentre l'utile operativo Ebit è sceso del 29% a 118 milioni e l'utile netto si è contratto del 44% a 70 milioni.
Nel 2025, la divisione più grande, Bell Svizzera, ha smerciato un volume di 137'000 tonnellate, quasi 4000 in più rispetto all'anno precedente, raggiungendo un nuovo record, ha comunicato oggi l'azienda che è parte del conglomerato Coop, ma che è anche quotata in borsa.
«Non vediamo il passaggio a un'alimentazione prevalentemente vegetariana che viene continuamente proclamato», ha affermato il CEO Marco Tschanz in una conferenza stampa a Basilea. «I prodotti di origine animale continuano a essere richiesti». Il 95% degli svizzeri mangia carne volentieri e regolarmente, sottolinea il manager 51enne. «E l'OCSE prevede che la domanda di prodotti di origine animale continuerà ad aumentare a livello mondiale».
Sui profitti dell'esercizio trascorso ha pesato il programma di investimenti che l'impresa sta portando avanti per ottimizzare la produzione. Rettificato da questi influssi il risultato operativo Ebit è in progressione del 2,8% a 172 milioni e l'utile netto è salito del 2,6% a 127 milioni.
La borsa ha reagito con scarso entusiasmo alle novità odierne: l'azione Bell nel pomeriggio era in calo dell'1%. Dall'inizio dell'anno il titolo è stabile, mentre sull'arco di 52 settimane la performance è negativa, pari a -16%.
Il gruppo fa risalire le sue origini al 1869, quando Samuel Bell aprì una macelleria nel centro di Basilea, ponendo le basi di quello che oggi in Svizzera è diventato un gigante del ramo alimentare. Nel 1913 nacque il legame con il Verband Schweizerischer Konsumvereine (VSK), l'entità che diventerà poi Coop. Per vedere i primi passi all'estero bisogna invece attendere il 2008. Oggi l'azienda, oltre che di carne, si occupa anche di frutti di mare e di prodotti a consumazione rapida come insalate, panini, piatti pronti. È una realtà presente in 15 paesi con decine di stabilimenti di produzione e un organico di circa 13'000 dipendenti.



