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MERCATI AZIONARI

«Mercati drogati e bolla globale»: la profezia nera del professor Collum

Dave Collum, professore americano, prevede un imminente crollo dei mercati azionari fino al 70% a causa di una "bolla di tutto".
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Fonte ats
«Mercati drogati e bolla globale»: la profezia nera del professor Collum
Dave Collum, professore americano, prevede un imminente crollo dei mercati azionari fino al 70% a causa di una "bolla di tutto".

ZURIGO - Dave Collum, professore americano noto per le sue fosche previsioni finanziarie, ha lanciato un nuovo allarme nel suo "2025 Year in Review", la retrospettiva dell'anno appena trascorso. Secondo l'esperto i mercati azionari, drogati da anni di politiche monetarie espansive, sono prossimi a una correzione devastante, stimata tra il 50% e il 70%.

Collum, definito un pessimista perenne che - ironizzano i critici - «ha previsto cinque delle ultime tre crisi», descrive l'attuale scenario come una «bolla di tutto», riferisce oggi la Neue Zürcher Zeitung (NZZ). Non solo le titaniche valutazioni delle aziende tecnologiche legate all'intelligenza artificiale sarebbero insostenibili, ma l'intero mercato azionario e gran parte degli attivi soffrirebbero di una sopravvalutazione senza precedenti.

Per giustificare queste stime, Collum - che è un professore di chimica organica alla Cornell University (stato di New York), ma si è fatto un nome come outsider molto ben informato, che ogni anno scrive sul tema in questione un documento di centinaia di pagine - si affida a un'analisi storica che spazia su decenni e a 25 diversi parametri di valutazione. Sostiene inoltre che l'inflazione reale sia ampiamente sottostimata: propone di osservare la crescita dell'aggregato monetario M2, che spiegherebbe l'impennata dei prezzi di azioni e immobili.

La sua critica si estende alla Federal Reserve, accusata di aver creato dipendenza da tassi artificialmente bassi, e al sistema del shadow banking, cioè quello che offre servizi simili a quelli bancari operando però al di fuori dei canali tradizionali. A una critica feroce viene sottoposto anche il private equity (investimenti in aziende non quotate), definito «una forma di saccheggio legalizzato» e un rischio sistemico.

Secondo Collum la azioni americane dovrebbero subire una correzione che potrebbe andare dal 50% al 70%. Affinché i corsi raggiungano nuovamente un livello storicamente favorevole come all'inizio degli anni 80, sarebbe necessario addirittura un calo dell'85%. Una correzione di tale entità potrebbe verificarsi con un crollo improvviso, ma anche con un declino graduale nel corso di decenni.

Cosa fare? - La strategia di Collum per navigare in questa tempesta perfetta è radicale: egli stesso detiene gran parte della sua liquidità in contanti, metalli preziosi fisici e titoli di stato a breve termine. Investe in azioni solo di società che creano valore reale, come quelle nel settore energetico o delle materie prime.

Pur essendo considerato un pensatore anticonvenzionale e con un debole per le teorie del complotto, Collum solleva interrogativi cruciali sulla sostenibilità del mercato rialzista, ricorda la NZZ. La sua analisi, estremizzata, funziona da monito sulle vulnerabilità di un sistema finanziario giudicato da molti sempre più distaccato dall'economia reale.

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