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SVIZZERA
26.02.2021 - 10:210
Aggiornamento : 13:42

Il traguardo di eBill sotto la lente, storia di un successo annunciato

Il servizio di SIX (che probabilmente usate anche voi) sfora quota 2 milioni di utenti, ma la pandemia c'entra pochino

BERNA - Festeggia oggi il traguardo di 2 milioni di utenti registrato il servizio di fatture digitali eBill, in un comunicato diffuso ai media che riporta come, durante la pandemia, il numero di persone che hanno preferito saldare via web i propri bollettini sia pressoché raddoppiato.

La comodità delle fatture digitali non è cosa poi nuova, le conosciamo tutti e da parecchio, un po' più recente è invece eBill che molti di noi si sono trovati installato nel servizio di eBanking - a volte di punto in bianco - soppiantando la funzione precedente con un sistema quasi identico, ma proprietario.

Se avete un conto UBS, Credit Suisse, Raiffeisen, BancaStato o Postfinance, quando pagate i vostri bollettini online utilizzate anche voi eBill.

Ma andiamo con ordine, eBill è una soluzione per le bollette digitali sviluppata dal colosso delle infrastrutture finanziarie SIX che, fra l'altro, gestisce anche la borsa svizzera. Di base a Zurigo, SIX è di proprietà di diverse istituti di credito, nazionali e internazionali, che si appoggiano ai suoi servizi.

«Come svizzeri siamo fuori norma per quanto riguarda le fatture digitali», conferma l'azienda, «ogni anno in Svizzera ne vengono pagate circa un miliardo. L'idea di eBill è quella di convogliare questo flusso enorme nel modo più efficiente possibile». 

Al di là di visione e tecnologia, a potenziare una presenza così capillare della creazione di SIX anche una serie di accordi fra le banche e il fornitore del servizio, volti a promuovere la modalità di pagamento digitale e dei quali - spesso e volentieri - i clienti sanno poco o niente.

A parlarne, già un paio di mesi fa, un'inchiesta del portale svizzero finews.ch che, nel caso di UBS, parlava di un corrispettivo versato alla banca da SIX da «0 a 0,10 franchi per bollettino evaso».

Monetine, sì, ma considerando il flusso annuale di e-fatture in Svizzera nemmeno una cifra trascurabile. Considerando poi che eBill mette a disposizione anche la piattaforma, per gli istituti - molti dei quali hanno già delle quote nel gruppo - si tratta della proverbiale botte piena e moglie ubriaca.

Tutti contenti? Più o meno sì, anche resta qualche ombra - come puntualizzato sempre da finews.ch - restano diversi dubbi riguardanti la trasparenza nel confronto degli utenti, così come resta aperto, e da chiarire, un sistema che si presta facilmente ai conflitti d'interessi.


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